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Durante questo tempo festivo, molto probabilmente avete girato decine di negozi per trovare il  regalo di Natale migliore. E forse avete dato anche un’occhiata alle vetrine degli artigiani, ammirando quei bei posacenere, quei souvenir, quei gioielli fatti con la pietra lavica. E allora avete rivolto lo sguardo verso l’Etna, magnifica come sempre, e vi sarete domandati: ma come si fa a ricavare queste opere d’arte? Come si utilizzano i materiali vulcanici che emette questa montagna?

La lava è la base dell’edilizia

La lava dell’Etna è la base dell’edilizia della Sicilia orientale e non solo. Pavimentazioni urbane in pietra lavica si trovano infatti in ogni angolo dell’isola. Nel catanese, però, la pietra vulcanica si usa anche per le fondamenta delle case, per alcune decorazioni (come gli stipiti o i cornicioni) e per i muretti che delimitano i giardini.

Di solito, le pietre che servono a questi scopi vengono estratte nelle cave e lavorate e forgiate sul posto, prima di essere vendute all’edilizia. Altre volte, invece, si utilizza la sabbia nera dell’Etna – compattandola e levigandola – per realizzare mattonelle, lastre, tavolini e simili. La lavorazione della sabbia vulcanica è molto apprezzata specialmente in nord Europa!

I famosi posacenere

Oggi è più difficile realizzare questi piccoli capolavori, perché per avvicinarsi a una colata lavica occorrono decine di autorizzazioni. Ma fino agli anni Novanta, gli esperti artigiani riuscivano a creare opere d’arte battendo la lava ancora calda, pescata con un lungo bastone apposito. Stazionavano a pochi metri dalla colata viva, immergevano il bastone nella roccia fusa e ne estraevano grumi di lava grezza, ancora pastosa, che martellavano e forgiavano sul momento.

Una volta raffreddati, questi posacenere potevano essere completati con altri elementi: ad esempio, colori, manici, decorazioni di diverso tipo. La bellezza di veder nascere questi oggetti dalla lava incandescente era uno spettacolo unico, che purtroppo oggi le norme di sicurezza – giuste ma eccessive – rischiano di far scomparire per sempre.

Lavori artistici

etna lava e cenere 2Alcuni artisti utilizzano volentieri la sabbia vulcanica per creare quadri, per dare un tocco di originalità alle sculture, per completare con un materiale insolito un oggettino, un souvenir. Una volta lavorata, la sabbia nera può anche essere verniciata e dipinta con colori diversi. Anche i lapilli, o i pezzi di roccia lavica, se opportunamente trattati e lavorati possono avere una seconda vita interessante.

Si possono realizzare gioielli – bracciali, collane, ma anche orecchini – con pezzetti di pietra lavica. Ma attenzione alle imitazioni (plastica coperta di granella nera) che si trovano in giro, specie nelle località turistiche più famose di Sicilia. I gioielli di lava hanno un loro peso, perché si tratta di roccia vera.

I tavolini di lava smaltata

Un’industria molto redditizia della lavorazione della roccia di lava, ai piedi dell’Etna, è quella dei tavolini smaltati. Grandi lastroni di pietra lavica vengono lavorati e levigati fino a diventare lisci. Vengono quindi montati su supporti di ferro, a formare un tavolo da giardino. Dopo di che vengono smaltati, spesso con motivi floreali o con richiami alla tradizione siciliana, ricavandone opere preziose e molto costose che possono dare un tocco di eleganza unico ad un dehors. (foto di Grazia Musumeci)


Autore: Grazia Musumeci