Alla scoperta del “Chiancone” di Praiola



A metà strada tra Acireale e Taormina, nel territorio comunale di Giarre, sorge una spiaggia molto speciale: Praiola. Il lido è molto piccolo e stretto, anche scomodo se volete, dato che è formato da grossi sassi tondi e in continuo movimento a causa delle frequenti mareggiate. Ma la gente adora fare il bagno qui, nonostante le difficoltà, e forse non sa nemmeno di trovarsi in un luogo che geologicamente racconta la storia dell’Etna.

A pochi metri dalla spiaggetta, infatti, sorge una enorme “rupe” che si tuffa direttamente in mare. La chiamano il “Chiancone”. Oggi è stata colonizzata dalle villette di vacanza dei giarresi ma il suo strapiombo, quasi inaccessibile e ancora selvaggio, è una vera mappa geografica di terreni diversi e molto importanti per capire cosa c’era prima dell’Etna e come è cambiato il territorio.

La frana che creò il Chiancone

chiancone foto2Visto dal basso, il Chiancone di Praiola è solo un’altra porzione di costa ripida tra le tante che ci sono in Sicilia. Ma se si osservasse dall’alto si vedrebbe che è la parte finale di una gigantesca frana che parte dall’Etna e arriva fino nel mar Jonio.

Si tratta, infatti, della frana avvenuta circa 8000 anni fa quando un intero fianco dell’allora complesso vulcanico etneo collassò su se stesso, sbriciolandosi verso valle.

La frana portò in mare una quantità di scorie talmente imponente da generare un’onda di maremoto che distrusse le coste di Grecia e Africa in poche ore. Man mano, il mare ha eroso buona parte di quei materiali – da cui è nata la spiaggetta di sassi di Praiola – e quel che ancora rimane in piedi è un vero e proprio “libro” geologico.

Perchè il Chiancone è importante

Alto 30 metri, il Chiancone si estende per circa 40 km quadrati e su di esso sono stati costruiti paesi, città, campeggi e quant’altro. La sua importanza, d’altra parte, è stata scoperta solo da poco, dopo studi specifici condotti dai geologi. Perché il Chiancone è come una guida, un manuale, una mappa che ci aiuta a “leggere” i cambiamenti del suolo di questo angolo di Sicilia nel corso dei millenni.

I vari strati di rocce e di terreno appaiono mescolati, intrecciati, frutto del rapido progredire della frana dopo il collasso dell’Etna, ma gli occhi esperti sanno riconoscere ancora bene i singoli elementi. Strati di fango alluvionale si confondono con i residui di materiale lavico molto antico, che testimonia la differenza tra il vulcano come era migliaia di anni fa e quello di ora.

Come visitare il Chiancone di Praiola

Per visitare il Chiancone di Praiola dovete percorrere l’autostrada A18 – da Catania o da Messina – e uscire a Giarre. Da qui, seguirete la Strada Provinciale 2 in direzione Riposto e poi la 9 seguendo le indicazioni per Praiola. La strada che scende a Praiola termina proprio davanti al lido sassoso. Qui dovrete camminare per alcuni metri in direzione sud per trovarvi sotto il Chiancone.

Un altro modo per ammirare la distesa del Chiancone, sebbene non la sua rupe con gli strati geologici, è passeggiando in Contrada Gancia, a Giarre. Da quassù si ha una visuale perfetta di tutta la superficie occupata da questo residuo di frana millenaria. Altrimenti, affittando una barca a Riposto o a Giardini, lo si può ammirare dal mare per rendersi conto dell’immenso potenziale storico-geologico di questa bellissima rupe.  (foto di Grazia Musumeci)

Autore: Grazia Musumeci