Alla scoperta dei rifugi dell’Etna



Se avventurarsi da soli in montagna è sconsigliato e pericoloso, a maggior ragione lo è quando la montagna in questione è un vulcano. L’Etna è un vulcano molto alto, quindi sulla sua mole si ritrova il clima altomontano che potreste incontrare anche sulle Alpi, specie in inverno o durante i temporali estivi. Per cui bisogna conoscere bene come e dove “rifugiarsi” in caso di bisogno. Fermo restando che dovreste SEMPRE affrontare l’Etna con una guida esperta, in caso di emergenza ecco i rifugi più famosi del vulcano.

Rifugi più famosi

Due o tre dei rifugi dell’Etna li avrete sicuramente sentiti nominare spesso. Sono di fatto i più famosi, dei veri e propri resort turistici più che dei bivacchi di montagna, organizzati ormai per accogliere le grandi folle. Uno è Rifugio Sapienza (Etna Sud, territorio di Nicolosi): dedicato a un eroe di guerra, fratello di un socio CAI, il rifugio Giovannino Sapienza fu costruito nel 1947 e oggi conta oltre 50 posti letto, un ristorante, diversi negozi e fa da base per chi prende la vicina funivia dell’Etna.

Dal lato opposto, in territorio di Linguaglossa (Etna Nord), sorge invece Rifugio Brunek. Delizioso con il suo stile alpino, l’edificio in pietra lavica e legna, conosciuto anche come Ragabo, ospita fino a 12 persone e si trova al centro di una bellissima pineta. Panoramico e affacciato sulla costa orientale, invece, in territorio di   Sant’Alfio sorge Rifugio Citelli, dedicato al socio CAI Salvatore Citelli. Circondato da betulle dell’Etna e da un’area pic nic, ha però dimensioni minori e meno servizi rispetto agli altri due.

Altri rifugi

etna rifugi (1)Se salite sull’Etna dal fianco ovest, potrete riposare al Rifugio Galvarina, caratteristica baita vulcanica edificata in pietra lavica. Pochi posti letto ma acqua potabile e camino sempre fornito. Sempre sul versante occidentale, a pochi km da Maletto troverete Rifugio Monte Scavo, anche qui con acqua e camino a disposizione. Casa La Nave è un rifugio di fattura moderna, con una stanza adibita a bivacco ma è utilizzato anche come luogo di sosta da pastori e vaccari di passaggio.

Un po’ meno curati i rifugi di Monte Spagnolo, Rifugio Santa Maria e Rifugio Monte Spagnolo. Pur essendo deliziosi con la loro architettura alpina, sono spesso abbandonati ai vandali e quindi poco forniti e poco sicuri. Sul fianco nord del vulcano, trovate invece Rifugio Pirao, ex ritrovo di pastori oggi restaurato e pronto per accogliere turisti ed escursionisti. Nel territorio di Randazzo si trova Rifugio Saletti, ben fornito e molto ben inserito nella pineta circostante. Fa parte del comune di Castiglione il romantico Rifugio Timparossa, circondato da alberi le cui foglie in autunno si tingono d’oro e di rosso.

Rifugi distrutti dalle eruzioni

Abbiamo nominato solo alcuni dei rifugi dell’Etna. Ce ne sono moltissimi altri, più piccoli o meno curati. E ce ne sono alcuni che sono entrati nella storia, ormai, perché distrutti dalle eruzioni e dalle colate di lava. Su tutti, Rifugio Gino Menza, che sorgeva al centro della Valle del Bove circondato da un paesaggio di altissime rocche e vegetazione selvatica lussureggiante.  L’eruzione del 1992 lo travolse cancellandolo del tutto.  Anche Torre del Filosofo, situato a ridosso dei crateri principali del vulcano, fu distrutto durante l’eruzione del 2002.

Autore: Grazia Musumeci