Dieci ottimi motivi per visitare la Sicilia



Isola incantata, per troppo tempo ignorata o denigrata, la Sicilia è un pianeta a parte. Questa terra fonde abilmente bellezza incomparabile con difetti intollerabili, calore e generosità umana con inciviltà e malaffare. Un miscuglio che rende tutto sommato reale un mondo che altrimenti sembrerebbe troppo bello per essere vero, troppo distante.

La Sicilia è fatalismo, attesa, sensibilità poetica e accoglienza. Soprattutto accoglienza. I turisti lo sanno bene e non ci sarebbe bisogno di elencare motivazioni per scegliere quest’isola come meta delle vacanze. Ma vogliamo darvi dieci ottime ragioni ancora per farlo, se non lo avete mai fatto, e per rifarlo se siete già stati qui e volete tornare. Venite in Sicilia per:

  • L’Etna
  • Il Barocco
  • Le Feste Patronali
  • Le spiagge
  • Le meraviglie sotterranee
  • Le antiche civiltà
  • I borghi di montagna
  • I castelli
  • Le granite
  • Gli arancini (o arancine?)

L’Etna

Il vulcano attivo più alto d’Europa – oltre 3.300 metri – è una montagna affascinante. Del tutto inclusa nel territorio della Provincia di Catania, l’Etna presenta decine di ambienti diversi, dai boschi di conifere a quelli di betulla, dalle zone fortemente urbanizzate ai deserti di lava. Ovviamente assistere a una delle sue tante eruzioni è un privilegio che va colto al volo e che non si dimentica mai più.

Il Barocco

sicilia 10_2Buona parte della Sicilia fu distrutta da un terribile terremoto nel 1693 che cancellò paesi e monumenti. Da quelle macerie, l’isola risorse con la bellezza esplosiva dello stile Barocco che si ritrova ovunque nei centri storici. I più famosi percorsi barocchi si possono trovare a Noto, a Ragusa Ibla, a Modica, a Scicli, a Catania, ad Acireale, in alcune vie di Palermo, a Trapani. Monumenti come il Municipio di Noto, San Giorgio a Ragusa, San Pietro a Modica, San Giuseppe dei Teatini a Palermo, la Cattedrale di Catania e San Sebastiano ad Acireale vi toglieranno il fiato.

Le feste patronali

I siciliani festeggiano i propri santi con celebrazioni che mescolano secoli di paganesimo e recentissime aggiunte cristiane. Ogni festa dura minimo 24 ore e alcune sono di una spettacolarità che non si trova altrove. Le più importanti sono: Sant’Agata, a Catania, dal 3 al 5 febbraio; San Paolo e San Sebastiano a Palazzolo Acreide, rispettivamente il 29 giugno e il 10 agosto; San Giorgio a Ragusa Ibla, di solito a fine maggio o inizio giugno; San Sebastiano ad Acireale, il 20 gennaio;  San Giovanni Battista ad Aci Trezza con la fantastica pantomima del “Pesce a Mare” il 24 giugno. Elencarle tutte sarebbe impossibile, ma esistono numerosi siti che mese per mese propongono gli eventi in giro per l’isola.

Le spiagge

Con tre lati interamente ricoperti di spiagge bellissime, sia rocciose che sabbiose, la Sicilia non ha davvero limiti per chi ama il mare. Venire in Sicilia per le spiagge è davvero la motivazione migliore. Quale sia la più bella? Decidetelo voi, noi possiamo solo elencarne alcune tra centinaia di altre una più spettacolare dell’altra: Isola Bella di Taormina, la Baia di Naxos, Aci Trezza, Noto Marina, Marzamemi di Pachino, Santa Croce Camerina nel ragusano. E ancora: la Scala dei Turchi, Sciacca, la Riserva dello Zingaro, Cefalù, Milazzo e le spiagge delle isole Eolie come le sabbie nere di Stromboli, Salina e Vulcano.

Le meraviglie sotterranee

Isola di terremoti ed eruzioni, la Sicilia nasconde nel proprio ventre un mondo primitivo che ogni tanto emerge dalle profondità del suolo. Visitate, se avete l’occasione di farlo: i Qanat palermitani, antichi acquedotti arabi ancora funzionanti; l’Ipogeo di Catania che comprende l’anfiteatro di Piazza Stesicoro; le miniere di Caltanissetta e le loro storie drammatiche; la magnifica Cattedrale di Sale nel sottosuolo di Realmonte (Agrigento), le tante grotte marine che si aprono lungo le coste.

Le antiche civiltà

Greci, Romani, Bizantini, Arabi ma anche popolazioni molto precedenti a queste invasioni hanno lasciato in Sicilia un patrimonio inestimabile di città, necropoli, monumenti. Vi invitiamo a visitare la Valle dei Templi, ad Agrigento, la città di Morgantina (Enna), la necropoli di Pantalica, i templi di Segesta e di Selinunte ma anche le chiese di architettura araba di Palermo.

I borghi di montagna

Esiste anche una Sicilia interna, lontana dal mare e dalle coste ventilate. Una Sicilia contadina, chiusa, antica, ancora legata a leggende e tradizioni medievali. La ritrovate in parte nelle due città di Enna e Calascibetta, ma ancor di più in borghi di rara bellezza come Le Petralie, Agira, Salemi, Sperlinga, Nicosia, Mussomeli, Racalmuto, Gangi, Pietraperzia.

I castelli

Un percorso turistico ben definito vi porterà alla scoperta dei castelli di Sicilia. Sono davvero tanti, ne elenchiamo soltanto alcuni: Sperlinga, Naro, Racalmuto, Pietrarossa, Mussomeli, Aci Castello, Castello Ursino di Catania, la Torre di Paternò, Castello di Milazzo, Castello di Carini.

Le granite

La granita siciliana non ha nulla a che vedere con la “grattachecca” italiana. Dimenticate il ghiaccio tritato riempito di sciroppo, ma immaginate un soffice e avvolgente gelato molto meno grasso del gelato vero. La granita siciliana discende dalla lavorazione della neve, non del ghiaccio, e come la neve rimane ancora oggi morbida e delicata al palato e mescolata insieme ai gusti, non innaffiata con essi dopo essere stata versata nel bicchiere. Mandorla macchia caffè oppure limone e gelsi sono le scelte migliori.

Gli arancini … o arancine

Per i catanesi è ARANCINO, maschio, in quanto ricorda il frutto dell’albero di arancia, che in siciliano è appunto al maschile. Per i cugini palermitani invece è ARANCINA, perché il frutto deve essere nominato all’italiana, ovvero al femminile. Il dibattito è aperto da secoli, non si è ancora risolto, ma poco importa: la palla di riso farcita di carne al sugo, di funghi, di spinaci o di pomodoro e poi impanata e fritta è e rimane comunque una bontà indescrivibile!

Autore: Grazia Musumeci