La vegetazione spontanea etnea

13 Jul 2018

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Sorprendente è la vegetazione spontanea etnea, spesso si immagina il vulcano privo di vegetazione invece è la stessa cenere vulcanica che crea un ambiente fertile per alberi e piante ed il giusto equilibrio dei minerali presenti in essa.
La presenza di un microclima fa si che a diversa dei livelli di altitudine la vegetazione varia:
Nella zona sommitale del vulcano non vi è alcun tipo di vegetazione in quanto sulla lava recente nessun seme può germogliare. Scendendo intorno ai 2500 metri si incontrano la saponaria (Saponaria sicula), l’astragalo siciliano (Astracantha sicula), il tanaceto (Tanacetum siculum), il cerastio (Cerastium tomentosum), il senecio (Senecio squalidus), la camomilla dell’Etna (Anthemis aetnensis), il caglio dell’Etna (Galium aetnicum), la romice (Rumex scutatus) e qualche muschio e lichene.

Già intorno ai 2000 metri si possono incontrare, su alcuni versanti, il pino loricat, la betulla dell’Etna e il faggio ed ancora più in basso anche castagno e ulivo. Assieme a questa vegetazione convive la ginestra dell’Etna che con i suoi fiori gialli crea, nel periodo della fioritura, un bel cromatismo con il nero della lava vulcanica.

Nella zona collinare delle falde si incontrano i vigneti di Nerello, dai quali si produce l’Etna vino DOC della zona pedemontana. Nel versante ovest del vulcano, dai 600 agli 850 metri di altitudine, prosperano i pistacchi (Bronte e Adrano) e le fragole (Maletto) unici per il loro sapore e colore dovuti alla tipicità del territorio e del microclima. Altra notevole produzione è quella delle pere di vario tipo e delle pesche, tra cui spicca fra tutte la “tabacchiera dell’Etna”.
La notevole ricchezza dei suoli ha permesso lo sviluppo di una ricchissima varietà agricola, soprattutto nelle zona nord – orientale del vulcano, rispetto agli altri territori, grazie al particolare microclima che si è venuto a creare dalla vicinanza con la costa ionica: numerose specialità, tra le quali ad esempio la Ciliegia rossa dell’Etna (Comuni Milo, Sant’Alfio, Mascali e Giarre) o le noci/noccioline di più alta quota (Comuni di Sant’Alfio, Milo, Piedimonte Etneo), rappresentano un patrimonio, ancora non del tutto valorizzato, su cui l’Area protetta del Parco dell’Etna non potrà fare a meno in un futuro.

Tour per ammirare al meglio la flora dell’Etna

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