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Etna: spettacolare nuova eruzione con frattura laterale



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Stavolta è stata una vera sorpresa! L’ eruzione dell’Etna partita all’alba del 30 luglio 2026 non se l’aspettava quasi nessuno, tranne forse i tecnici vulcanologi e qualche appassionato e attento lettore dei grafici di tremore vulcanico. Sembrava solo una nuvola di vapore, in una giornata fortemente umida, quella colonna bianca che si alzava dalla Voragine… invece era un parossismo. Un parossismo straordinario che ha riservato (e riserverà?) ancora sorprese. Infatti in serata, giusto in tempo per le fotocamere dei turisti, alle spettacolari fontane di lava si è aggiunta anche una frattura laterale con colata di fuoco.

I fatti secondo INGV

L’INGV di Catania ha emanato il comunicato ufficiale relativo all’eruzione nella tarda serata del 30 luglio. Ecco i fatti:
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che alle 18:49 UTC è iniziata un’attività effusiva nell’alto settore della Valle del Leone, ad una quota di circa 2700 metri sul livello del mare, rilevata da osservazioni da parte di personale INGV. Continua l’attività stromboliana dal cratere Voragine, che produce un’effusione lavica che si riversa all’interno del cratere di Nord Est ed una emissione di cenere che si propaga in direzione SW. Si segnala infine una ricaduta di cenere nella zona di Monte Denza.

Dopo l’ultimo aggiornamento (comunicato delle ore 10:20 UTC) l’ampiezza media del tremore vulcanico si è mantenuta su valori alti con una tendenza all’aumento, e a partire dalle ore 17:00 UTC circa ha mostrato un repentino incremento, raggiungendo il picco massimo alle ore 18:00 UTC circa. Attualmente l’ampiezza permane su valori elevati. La sorgente del tremore è stata localizzata, fino alle ore 17:00 UTC nell’area del Cratere Voragine a circa 3000 m sopra il livello del mare e successivamente tra l’area della Voragine e della Bocca Nuova. L’attività infrasonica ha mostrato un incremento a partire dalle 17:10 UTC, con un tasso di accadimento che alle 18:00 UTC circa ha raggiunto un valore molto elevato e attualmente è in decremento. Le sorgenti degli eventi sono localizzate al Cratere Voragine.

Dal punto di vista delle deformazioni la stazione dilatometrica di DRUV ha registrato, a partire dall’inizio dell’attività , una decompressione di circa 180 nanostrain. La stazione clinometrica sommitale di cratere Del Piano (ECP) ha registrato nello stesso periodo una variazione di circa 2.5 microradianti. Link: https://www.ct.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-sorveglianza/prodotti-del-monitoraggio/comunicati-attivita-vulcanica .

Tradotto in parole povere…

I termini tecnici sono difficili da capire ma tradotto in parole povere significa che siamo di fronte a una nuova interessante fase eruttiva del vulcano che coinvolge sia i crateri sommitali, Voragine e Bocca Nuova, che una fascia laterale ai piedi del Nord Est.
In effetti, nella tarda serata, si è assistito all’apertura di una frattura in zona “Valle del Leone”. La fattura eruttiva, per essere esatti, si trova a una quota più bassa… intorno ai 2700 metri… sotto l’orlo di Piano delle Concazze nella Valle del Leone. La colata di lava che ha generato, trovando un terreno incavato e pianeggiante, ha generato uno spettacolo di fuoco non indifferente.

Voragine protagonista

Nel corso del 2026 il cratere Voragine, uno dei principali crateri sommitali dell’Etna, ha continuato a rappresentare uno dei settori più dinamici del vulcano. La sua attività è stata caratterizzata da una successione di episodi stromboliani, emissioni di cenere e degassamento persistente, fenomeni che testimoniano il continuo movimento del magma nei condotti superficiali. In diversi periodi dell’anno sono stati osservati incrementi del tremore vulcanico e variazioni nell’attività esplosiva, con il lancio di materiale incandescente all’interno del cratere e, occasionalmente, oltre il bordo craterico.

L’attività della Voragine è stata costantemente monitorata attraverso reti sismiche, telecamere termiche, rilievi satellitari e misurazioni delle emissioni di gas vulcanici. Questi strumenti hanno consentito ai ricercatori di seguire l’evoluzione dei fenomeni in tempo reale e di valutare l’eventuale rischio per le aree circostanti. Sebbene alcuni episodi abbiano prodotto colonne di cenere visibili a grande distanza, gli effetti sul territorio sono risultati generalmente limitati e gestiti mediante le procedure di protezione civile previste. Dal punto di vista scientifico, il comportamento del cratere ha confermato la natura altamente variabile dell’Etna. Le oscillazioni dell’attività esplosiva sono infatti influenzate dalla pressione dei gas, dalla risalita del magma e dalle condizioni del sistema di alimentazione interno. Ogni fase osservata durante il 2026 ha fornito dati preziosi per comprendere meglio i processi che regolano il funzionamento del vulcano e per affinare i modelli previsionali utilizzati nel monitoraggio.

Nel complesso, il 2026 ha evidenziato come la Voragine rimanga uno dei centri eruttivi più attivi e interessanti dell’Etna. La combinazione di osservazioni sul campo e tecnologie di monitoraggio avanzate ha permesso di documentare con precisione l’evoluzione dell’attività, contribuendo alla sicurezza della popolazione e all’avanzamento delle conoscenze scientifiche su uno dei vulcani più studiati al mondo. Pur con fasi di intensità variabile, il cratere ha confermato la sua capacità di modificare rapidamente il proprio comportamento, rendendo indispensabile un controllo continuo e multidisciplinare.

L’Etna fa turismo

Le eruzioni “turistiche” dell’Etna rappresentano uno degli aspetti più affascinanti del vulcano attivo più alto d’Europa. Con questa espressione si indicano quelle manifestazioni eruttive che, pur offrendo spettacolari fontane di lava, colate incandescenti e colonne di cenere, si sviluppano in condizioni tali da consentire l’osservazione da aree sicure e autorizzate. Grazie al costante monitoraggio scientifico e ai sistemi di protezione civile, molti visitatori possono assistere a uno spettacolo naturale unico senza esporsi a rischi eccessivi.

Negli ultimi anni l’Etna è stato protagonista di numerosi episodi parossistici, caratterizzati da brevi ma intense esplosioni provenienti soprattutto dal Cratere di Sud-Est. Durante questi eventi, getti di lava possono raggiungere centinaia di metri di altezza, illuminando il cielo notturno con colori spettacolari. Le colate laviche, nella maggior parte dei casi, scorrono lungo i fianchi disabitati del vulcano, creando scenari di straordinaria bellezza che attirano fotografi, escursionisti e appassionati di geologia da tutto il mondo.

Il turismo vulcanico costituisce una risorsa economica importante per i comuni etnei. Guide alpine e vulcanologiche organizzano escursioni che permettono ai visitatori di conoscere la storia geologica dell’Etna, la sua flora, la fauna e le caratteristiche dei diversi crateri. L’esperienza non si limita all’osservazione delle eruzioni, ma comprende anche la scoperta di paesaggi modellati dalla lava e di tradizioni locali strettamente legate al vulcano.

È fondamentale ricordare che l’Etna rimane un ambiente naturale imprevedibile. Anche durante le cosiddette eruzioni “turistiche”, l’accesso ad alcune aree può essere vietato o limitato in base all’evoluzione dell’attività vulcanica. Per questo motivo è sempre consigliabile seguire le indicazioni delle autorità e affidarsi a guide autorizzate. Un approccio responsabile consente di vivere un’esperienza emozionante in sicurezza, valorizzando al tempo stesso uno dei patrimoni naturali più straordinari d’Italia e del mondo. (FOTO GO ETNA)


Author

Grazia Musumeci

Nata a Catania, ho conseguito la laurea magistrale in Lingue Straniere e dal 1999 lavoro come traduttrice, web writer e web data/content editor nei settori dell'editoria e del turismo. Oltre all'italiano, parlo fluentemente inglese (livello avanzato) e ho una buona conoscenza del francese e dello spagnolo. Discreta conoscenza del tedesco. Nel tempo libero mi dedico alla scrittura e alla fotografia e ad imparare l'arabo! ---- Born in Catania, I earned a master's degree in Foreign Languages ​​and have been working as a translator, web writer, and web data/content editor in the publishing and tourism sectors since 1999. In addition to Italian, I speak fluent English (advanced level) and have a good knowledge of French and Spanish. I also have a good knowledge of German. In my spare time, I enjoy writing and taking photos and also trying to learn Arabic!



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