L’Etna torna a “cantare” e lo fa da tenore, con una nuova eruzione che coinvolge il cratere Voragine e che – nella mattinata del 7 agosto – ha visto anche la riapertura di una frattura laterale tra la Valle del Leone e la Valle del Bove. Data la complessità del fenomeno, che per la seconda volta in meno di un mese si ripete con modalità simili, riporteremo qui i comunicati ufficiali dell’INGV che spiegano con competenza di linguaggio cosa sta accadendo sul nostro vulcano.
Ricordiamo che l’Etna aveva già visto un’eruzione come questa poco tempo fa. In un nostro articolo precedente scrivevamo che “già all’alba del 30 luglio, il vulcano ha cominciato a dare segnali di agitazione con degassazioni e fontane di lava dal cratere Voragine. Lo stesso cratere ha prodotto (fonte INGV) “un’effusione lavica che si riversava all’interno del cratere di Nord Est ed una emissione di cenere che si propagava in direzione SW. Si segnala infine una ricaduta di cenere nella zona di Monte Denza”. In aggiunta a questo panorama iniziale, nella serata del 30 luglio si è aggiunta una frattura effusiva proprio in zona Valle del Leone. Una settimana dopo lo scenario è quasi lo stesso.
L’inizio dell’eruzione la sera del 6 agosto
Il primo comunicato dell’INGV è uscito ieri nel tardo pomeriggio:
“L’attività stromboliana al cratere Voragine si è progressivamente intensificata diventando sempre più sostenuta e frequente a partire dalle ore 19:30 UTC circa, ed evolvendo a
un’attività di fontana di lava che è tuttora in corso. La nube eruttiva prodotta da questa attività si disperde in direzione SE. Dal punto di vista sismico, a partire dalle 19:00 UTC circa è stato osservato un repentino incremento dell’ampiezza media del tremore vulcanico, che ha raggiunto l’intervallo dei valori alti, mostrando una tendenza a un ulteriore incremento. Il centroide

delle sorgenti, dalle 19:15 UTC circa, è localizzato nell’area del cratere Voragine in un intervallo di profondità compreso tra 2900 e 3000 m circa sopra il livello del mare. L’attività infrasonica è elevata; gli eventi sono localizzati al cratere Voragine e mostrano ampiezza media e talvolta alta.”
L’evoluzione la mattina del 7 agosto
Nella mattinata di venerdì 7 agosto, una nuova frattura laterale si è aperta più o meno nella stessa area in cui si era verificata quella di luglio. Da questa frattura fuoriesce
una colata lavica che procede spedita, grazie alla pendenza del terreno, e
ha raggiunto la Valle del Bove in poche ore. Attualmente la situazione è ancora in piena evoluzione e quindi aggiorneremo man mano con i dati e le immagini che arriveranno dai tecnici addetti ai lavori. Si registra anche una copiosa emissione di cenere mentre il cratere Voragine emette boati abbastanza intensi che si sentono soprattutto dal versante sud-est del vulcano.
L’aeroporto di Catania
L’Aeroporto Fontanarossa di Catania attualmente (alle 11 del 7 agosto) è chiuso e il traffico aereo viene deviato a Palermo. La cenere dispersa dalla Voragine è leggera, molto sottile, e quindi abbastanza insidiosa per i motori degli aeromobili che sono costretti a evitare la rotta del vulcano e girare su altre direttive. La situazione – come detto – è in evoluzione e nelle prossime ore si saprà quando lo scalo potrà riaprire.
Cosa aspettarsi?
L’Etna è uno dei vulcani più attivi al mondo e rappresenta una delle principali attrazioni turistiche della Sicilia. Ogni anno migliaia di visitatori raggiungono le sue pendici per ammirare i paesaggi lavici, esplorare i crateri sommitali e vivere un’esperienza unica a contatto con la natura. Tuttavia, la sua attività eruttiva può intensificarsi improvvisamente, rendendo necessario modificare o interrompere le normali
attività turistiche per garantire la sicurezza di tutti.
Quando l’Etna entra in eruzione, la situazione viene costantemente monitorata dagli enti scientifici e dalle autorità competenti. Le guide vulcanologiche, il personale della protezione civile e gli operatori turistici ricevono aggiornamenti continui sull’evoluzione dell’evento. In base al livello di attività, alcune aree possono essere temporaneamente chiuse al pubblico, mentre altre, considerate sicure, rimangono accessibili. Per questo motivo è importante seguire esclusivamente le indicazioni ufficiali e non avventurarsi autonomamente nelle zone soggette a restrizioni.
Dal punto di vista del visitatore, un’eruzione non significa necessariamente la cancellazione dell’intera esperienza. In molti casi è possibile osservare il fenomeno da punti panoramici autorizzati e a distanza di sicurezza, vivendo uno spettacolo naturale di straordinaria intensità. Le escursioni organizzate vengono spesso adattate alle condizioni del momento, scegliendo itinerari alternativi che consentano di ammirare il vulcano senza esporsi a rischi inutili. Quanto alla percorrenza, alcune strade di accesso al vulcano potrebbero essere chiuse o soggette a limitazioni. Chi ha programmato una visita dovrebbe quindi verificare gli aggiornamenti prima della partenza e mantenere una certa flessibilità nell’organizzazione del viaggio. Per gli operatori turistici, le eruzioni rappresentano una situazione che richiede esperienza e capacità di adattamento. Le escursioni vengono ripianificate rapidamente e la sicurezza dei partecipanti costituisce sempre la priorità assoluta. Affidarsi a guide autorizzate permette di ricevere informazioni accurate sull’attività del vulcano e di vivere l’esperienza nel rispetto delle norme vigenti.
Visitare l’Etna durante un periodo di attività eruttiva può trasformarsi in un’occasione straordinaria per osservare uno dei fenomeni naturali più affascinanti d’Europa. Con un’adeguata pianificazione, il rispetto delle indicazioni delle autorità e il supporto di professionisti qualificati, è possibile vivere questa esperienza in modo responsabile, comprendendo da vicino la straordinaria forza della natura senza rinunciare alla sicurezza. (FOTO DI GRAZIA MUSUMECI)