Può considerarsi ufficialmente conclusa l’eruzione “di Capodanno” che ha regalato spettacolo e un po’ di ansia ai paesi pedemontani dell’Etna. La frattura, apertasi a bassa quota all’alba del 1 gennaio 2026, infatti, aveva riversato fiumi vivi di lava fino a quota 1300 metri sul livello del mare (in linea d’aria ad appena 5 km dal centro abitato di Milo, sebbene in pratica la lava difficilmente lo avrebbe mai raggiunto).
La scorsa settimana i fiumi lavici si erano raffreddati ma restava attivo il magma nella spaccatura a monte. Oggi però l’INGV ha dichiarato terminata ogni tipo di attività. Per lo meno su questo versante. Infatti, ad alta quota, l’Etna sta continuando a emettere sbuffi di vapore e cenere, piccole esplosioni dal cratere Nord Est e dalla Voragine. Segno che sta semplicemente cercando … un altro modo per dare il prossimo spettacolo! Quando? Lo scopriremo. Forse anche presto. (FOTO DI G. MUSUMECI)