L’eruzione dell’Etna iniziata domenica 5 luglio sta proseguendo nella sua seconda giornata con una evoluzione che ha regalato una notte di spettacolo a tutta la costa catanese. Infatti, l’apertura di una nuova serie di fratture nel “già fratturato” cratere Voragine ha liberato fontane di gas e fuoco che hanno illuminato la notte. Insieme allo spettacolo, però, sono arrivati i disagi: la colonna di cenere – molto sottile – emessa senza soluzione di continuità dal vulcano si è diretta verso sud, ricoprendo i paesi di Mascalucia, Nicolosi e la città di Catania e causando la chiusura dell’aeroporto Fontanarossa.
Aggiornamenti sull’attività vulcanica
Negli ultimi giorni l’attività dell’Etna ha subito qualche cambiamento. La colata lavica cominciata il 26 giugno non è alimentata già da qualche giorno. Nel frattempo si è intensificata l’attività esplosiva alla bocca sul fianco della Voragine, giungendo al culmine nella serata di ieri. Questo ha tolto potenza al cratere attivo fino a ieri, che infatti si è quietato.

Lungo questa frattura ci sono
diverse bocche allineate, che producono lancio di brandelli di lava ed emissioni di cenere. Una colata viene emessa all’interno del Cratere di Nordest, creando uno scenario che possiamo immaginare sia molto spettacolare ma invisibile dall’esterno.
Non è la prima volta che
una colata lavica esce da un cratere e si getta in un altro. La cosa paradossale è che un tempo poteva essere il Cratere di Nordest a gettare lava dentro la Voragine, ma ormai l’altezza dei crateri è cambiata ed è quest’ultima a riversare le sue colate dentro il Cratere di Nordest che è ormai molto più basso.
Il condotto di questo cratere è aperto, quindi quello che possiamo immaginare è che la colata finisca all’interno del pozzo degassante e venga inghiottita dalle viscere della terra, mescolandosi al magma in risalita più caldo e fluido o solidificandosi da qualche parte.
Esiste un problema di sicurezza?
Sempre la pagina Passione Etna, della guida e documentarista Antonio De Luca, avverte: vista l’instabilità del quadro sarebbe molto rischioso per chiunque avvicinarsi all’area sommitale in questo momento.
La presenza di numerose fratture e l’instabilità della pressione interna del vulcano, dovuta ai gas e alle fontane, potrebbe causare crolli e flussi piroclastici quindi … sì, esiste un problema di sicurezza e per il momento la sommità dell’Etna resta non fruibile, salvo per gli addetti ai lavori (vulcanologi, guide, forestali).
Da dove godersi lo spettacolo
Questa eruzione è un “affare privato” tra Voragine e Nord Est. I due crateri, infatti, stanno gestendo la cosa “da soli”. La Voragine riversa la lava nel Nord Est e il Nord Est bilancia le fratture della Voragine. Ciò significa che da valle c’è ben poco da vedere.
Da luoghi turisticamente famosi, come
Taormina e Catania, si possono vedere soltanto il riverbero della lava e gli spruzzi di qualche fontanella più audace!
La visuale migliore si gode da Giarre, Mascali, Sant’Alfio e Milo che si trovano sulla linea centrale e hanno la Voragine praticamente aperta di fronte! Le foto che vedete sono state scattate da Fornazzo, frazione di Milo situata lungo la Mareneve di Etna Nord. Una buona visuale (sebbene non completa) si può godere anche da
Randazzo e Linguaglossa da dove il Nord Est appare in primo piano e quindi è possibile ammirare meglio questa “comunicazione” tra i due crateri.
Come sempre… diffidate!
Come spesso succede in occasione di eruzioni come questa vengono diffusi sul web video costruiti con AI e notizie altrettanto false, al solo scopo di “rubare” un alto numero di clic e di conseguenti guadagni. Non fidatevi ciecamente di tutto quello che leggerete sui social in questi giorni ma abbiate la prudenza di informarvi sempre con i vostri occhi, esplorando il sito dell’INGV o le pagine social delle guide dell’Etna. (FOTO DI G. MUSUMECI)