No, non era finita. Come avevamo detto nell’ articolo precedente, con l’Etna non si può mai mettere davvero la parola “fine”. Ieri tutti i parametri strumentali davano per “conclusa” l’eruzione al cratere Voragine ma stamattina non soltanto questo cratere si è risvegliato per la quinta volta in un mese… ma ha “trascinato” con sé nel gioco pericoloso anche il vicino cratere di Nord Est. Gli aggiornamenti di una situazione così complicata sono continui ed è impossibile terminare un articolo senza dover aggiungere una ulteriore novità. Siate quindi pazienti con le notizie che vi daremo e con i tempi che potrebbero anche NON coincidere sempre con gli eventi.
Cosa è successo la mattina del 17 agosto
Il 16 agosto sembrava che l’eruzione fosse finita. Ma una certa irrequietezza del Nord Est lasciava invece intendere che qualcosa ancora si muoveva. E nella notte tra il 16 e il 17, effettivamente, una notevole pioggia di cenere ha ricoperto parte della costa ionica. Al mattino, invece di esaurirsi, la carica eruttiva dell’Etna si è potenziata ancora di più: sono partiti in “tandem” sia la Voragine che il Nord Est, vomitando enormi colonne di cenere sul versante orientale, andando ancora una volta a ostacolare l’aeroporto di Catania (che però attualmente – alle 12:30 del 17 agosto – non risulta ancora chiuso). Tra una fase e l’altra dei due crateri, si è avuto un importante cambiamento anche in Valle del Bove.
Ennesima frattura
Intorno alle 9 del mattino, infatti, una frattura completamente nuova si è generata nella pancia del vulcano, a ridosso delle altre già aperte nei giorni scorsi. La frattura ha generato piccoli flussi piroclastici dovuti al tanto materiale espulso, che si è riversato sul percorso delle lave dei giorni precedenti senza percorrere troppi chilometri. Il tutto si è rivelato uno spettacolo unico e del tutto imprevisto, come era imprevista la continuazione di una eruzione che sembrava aver già detto tutto.
Cosa cambia sull’Etna?
Abbiamo chiesto ai vulcanologi cosa sta cambiando nel “comportamento” dell’Etna in queste settimane? Ci hanno risposto che l’Etna è un vulcano ancora in evoluzione. Potremmo paragonarlo ad un adolescente ribelle! Non cambia i suoi comportamenti, semplicemente ha degli scatti di carattere che possono ripetersi nel tempo. In passato, il nostro vulcano ha regalato eruzioni pericolosissime, con fiumi di lava che hanno raggiunto il mare e flussi ardenti che hanno coperto la Piana di Catania. Ha vissuto periodi altamente esplosivi, perdendo in un caso l’intera parte sommitale in un crollo devastante. Oggi sembra nella sua fase “meno pericolosa”, ma come con tutti gli adolescenti del mondo… non sai mai come si alza al mattino. Quindi, difficile fare previsioni. L’unica cosa da fare è ASCOLTARE I COMUNICATI E RISPETTARE I DIVIETI, LADDOVE CI SIANO. Tutto il resto è… volontà dell’Etna! (FOTO DI G MUSUMECI)