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Aggiornamento eruzione 6 agosto e overtourism



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L’ultima eruzione dell’Etna, iniziata il 6 agosto e tutt’ora in corso, è diventata lo spettacolo assoluto dell’estate. Quello che sembrava “il solito parossismo” oggi si è ampliato e ha visto aprirsi due fratture laterali a quote più basse e la fuoriuscita di diversi fiumi di lava che scendono, spediti, verso valle. A quasi cinque giorni dall’inizio dell’evento, come sta evolvendo la situazione? Ci sono pericoli? Quali consigli possiamo dare?

Aggiornamenti sull’eruzione

L’ultimo comunicato dei vulcanologi INGV recita testualmente:
“Prosecuzione di un’intensa e continua attività esplosiva al cratere Voragine, con ricaduta di bombe nella zona sommitale e un’abbondante emissione di cenere che si disperde in direzione SSW. Le bocche a quota 2750 m e 2360 m sono attive e alimentano varie colate che formano complessi campi lavici. I fronti attivi più avanzati si attestano ad una quota di circa 1500 m, alla base della parete nord della valle del Bove (zona M.te Rinatu).

Dall’ultimo aggiornamento, l’ampiezza media del tremore vulcanico si è mantenuta su valori elevati, pur rimanendo nella parte inferiore della fascia. Il centroide delle sorgenti, dopo essersi temporaneamente spostato (dalle 18:15 UTC circa di ieri) in un’area tra i crateri Voragine e Nord-Est, a circa 2400-2700 metri di quota, dalle 06:30 UTC di stamattina è tornato ad attestarsi nell’area del cratere Voragine, a circa 3000 metri di quota. L’attività infrasonica, dopo una fase di livello alto raggiunto nella tarda serata di ieri, dalle prime ore di oggi si mantiene su valori medio-alti. Gli eventi infrasonici sono localizzati nell’area del cratere Voragine con ampiezze medie e, soprattutto nelle ultime ore, alte.
I segnali della rete di monitoraggio GNSS non mostrano variazioni significative.”

In sintesi …

In sintesi, questo significa che l’eruzione prosegue con parecchia carica. Dopo un apparente rallentamento, con la diminuzione del tremore e delle emissioni di lava, nella mattinata del 10 agosto si è avuta una nuova impennata. La Voragine ha ripreso a degassare e ad espellere colonne di cenere, tanto che si è dovuto chiudere nuovamente l’aeroporto di Catania.

Le colate laterali sono abbastanza alimentate, vivaci, e naturalmente creano uno spettacolo che attira fotografi e curiosi da tutta la Sicilia… e oltre. Sono basse ma non presentano ancora pericolo per i centri abitati e si raggiungono con percorsi complessi. Ma proprio questa meravigliosa manifestazione della natura sta causando un fenomeno molto meno piacevole da vedere… e da gestire: l’overtourism, il turismo selvaggio.

Quando il turismo esagera: come gestire le “mode di massa”?

L’overtourism  , o sovraffollamento turistico, è una situazione in cui una destinazione riceve un numero di visitatori superiore a quello che il territorio, l’ambiente e la popolazione locale riescono a sostenere senza subire conseguenze negative. Negli ultimi decenni il turismo internazionale è cresciuto enormemente, grazie alla maggiore facilità di spostamento, alla diffusione delle compagnie aeree low cost, alla crescita delle piattaforme di prenotazione online e alla possibilità di organizzare viaggi in modo semplice e veloce. Soprattutto, la diffusione dei social media e la rapidità con cui vengono caricati foto e video alimenta quel desiderio di emulazione e imitazione che troppo spesso sconfina nella maleducazione.

L’overtourism può manifestarsi in diversi modi. Uno dei più evidenti è il sovraffollamento degli spazi pubblici: strade, piazze, spiagge, musei e monumenti possono diventare eccessivamente affollati, soprattutto durante l’alta stagione. Questo fenomeno può ridurre la qualità dell’esperienza dei turisti e, allo stesso tempo, rendere più difficile la vita quotidiana dei residenti. Le conseguenze dell’overtourism riguardano anche l’ambiente. Un numero eccessivo di visitatori può provocare un aumento della produzione di rifiuti, del consumo di acqua e di energia e delle emissioni legate ai trasporti. Gli ecosistemi più fragili, come le aree costiere, le montagne e i parchi naturali, possono essere danneggiati dal passaggio continuo delle persone.

Per gestire l’overtourism è innanzitutto necessario conoscere la capacità di una destinazione. Le amministrazioni possono raccogliere dati sul numero di visitatori, sui flussi durante l’anno, sui trasporti e sull’impatto ambientale. Queste informazioni permettono di individuare i momenti e i luoghi maggiormente interessati dal sovraffollamento e di adottare interventi mirati. Fondamentale è controllare i flussi, con transenne, sorveglianza ma anche con il pagamento di biglietti. Non esiste una soluzione unica: è necessario combinare regolamentazione, pianificazione, innovazione, mobilità sostenibile e sensibilizzazione.

Overtourism durante le eruzioni dell’Etna

La signora che cammina nel deserto di lava in abito da sera, i bambini che corrono sulle rocce vulcaniche con i sandali aperti, l’influencer che per fare il “video figo” si sporge troppo sul fiume di lava, i selfie di gruppo a ridosso di massi incandescenti … questi sono solo alcuni drammatici esempi veri di come la gente si comporta davanti all’eruzione di un vulcano come l’Etna. Ogni foto richiama altri curiosi e in breve tempo lo scenario pericoloso di un’eruzione diventa come uno stadio durante un concerto rock! Folla, maleducazione, mancato rispetto delle regole … queste cose non si possono tollerare in generale, meno che mai davanti a un fronte lavico attivo.

Questo comporta inevitabilmente misure drastiche che, infine, tengono lontani tutti: gli stupidi ma anche i veri appassionati. La gestione dell’overtourism sull’Etna richiede la collaborazione tra istituzioni, imprese turistiche, cittadini e visitatori. I turisti devono essere informati sui comportamenti responsabili, come rispettare l’ambiente, evitare di produrre rifiuti inutili e seguire le regole locali. Le amministrazioni, invece, devono coinvolgere i residenti nelle decisioni, perché una destinazione turistica può essere considerata davvero sostenibile solo se rimane un luogo vivibile per chi vi abita. Quest’ultima eruzione sta creando uno spettacolo che non si vedeva da molto tempo e dunque la curiosità è normale. Ma il dramma dell’overtourism è che non si “assaltano” i luoghi per il gusto di vederli … solo per poter dire: io ero qui e voi no. Con un vulcano attivo questo giochino può costare caro! Meglio evitare!

Rispetto per l’Etna

I nostri antenati, ma anche i nostri nonni, si avvicinavano alla lava fino quasi a toccarla. Molti di loro la “pescavano” per creare oggetti artistici toccando letteralmente con mano il magma. I nostri padri ci portavano al fronte lavico a vedere lo spettacolo … e non era necessario attivare tutte queste misure di sicurezza.

Perché chi vive con un vulcano, sa che deve rispettarlo, il vulcano. E insegna ai propri figli a farlo. I nostri genitori si avvicinavano all’Etna con timore, con umiltà, con delicatezza, ben consapevoli che la natura è padrona… e non viceversa. Anche loro facevano foto, ma ne bastava una, forse tre o quattro. Anche loro provavano la gioia di dire “io c’ero”, ma lo facevano con ammirazione per il vulcano… e in punta di piedi. (FOTO G. MUSUMECI)


Author

Grazia Musumeci

Nata a Catania, ho conseguito la laurea magistrale in Lingue Straniere e dal 1999 lavoro come traduttrice, web writer e web data/content editor nei settori dell'editoria e del turismo. Oltre all'italiano, parlo fluentemente inglese (livello avanzato) e ho una buona conoscenza del francese e dello spagnolo. Discreta conoscenza del tedesco. Nel tempo libero mi dedico alla scrittura e alla fotografia e ad imparare l'arabo! ---- Born in Catania, I earned a master's degree in Foreign Languages ​​and have been working as a translator, web writer, and web data/content editor in the publishing and tourism sectors since 1999. In addition to Italian, I speak fluent English (advanced level) and have a good knowledge of French and Spanish. I also have a good knowledge of German. In my spare time, I enjoy writing and taking photos and also trying to learn Arabic!



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