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Tra qualche giorno si celebrerà il 25 aprile che, ormai, per molti italiani è semplicemente “la giornata del picnic” ma che in realtà dovrebbe ricordarci qualcosa di molto importante: la liberazione! In questa data dell’anno 1945, infatti, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) …che comprendeva tra le fila anche il presidente Sandro Pertini … proclamò l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia di attaccare, favorendo così l’avanzata delle forze alleate e la fine della guerra. Ma se questo è l’epilogo della Resistenza, uno dei capitoli fondamentali di questo fenomeno venne vissuto … proprio qui sull’Etna, due anni prima!

Dopo lo sbarco alleato

Dopo lo sbarco degli “Alleati” avvenuto a Gela nell’estate 1943 iniziò il dramma delle forze italiane che si ritrovarono disorientate e senza sapere più chi combattere e dove. Approfittando di questa situazione, molte città e villaggi cominciarono da sé a liberarsi degli oppressori, ovvero di quelle milizie tedesche e fasciste che fino a quel momento avevano dettato legge.

Nell’agosto di quell’anno, tra i primi movimenti di resistenza, ci furono proprio quelli etnei, precisamente le sommosse di Mascalucia, Belpasso, Nicolosi e Pedara, sul fianco sud del vulcano, e quelle di Castiglione di Sicilia (versante nord) e Valverde (versante est). In tutti questi centri, i tedeschi reagirono al “tradimento” catturando e fucilando molti cittadini, ma altrettanto determinate furono le reazioni della popolazione.

Gli eroi di Castiglione e tanti altri

Castiglione di Sicilia è il paese martire più famoso di quel periodo. Il 12 agosto 1943, infatti, i tedeschi in ritirata attraversarono il territorio comunale già palesemente innervositi dal nuovo atteggiamento ostile degli italiani. A causa di un banale alterco (forse una parola di troppo, o un piccolo furto) tra un contadino e un soldato tedesco scattò una feroce rappresaglia. I tedeschi entrarono in paese sparando alla cieca e catturando ostaggi. In 200 finirono prigionieri, 16 invece rimasero uccisi per strada.

Fu grazie al coraggio dei parroci don Giosuè Russo, don Salvatore Savoca e con l’aiuto di suor Anna Amelia Casini se si ottenne prima la liberazione del sindaco, poi quella del medico e infine, due giorni più tardi, quella di tutti gli altri ostaggi.

Prima di Castiglione, altre città coraggiose avevano iniziato a respingere i tedeschi. A Mascalucia, durante gli assalti dei soldati, le famiglie Bonaccorso, Amato, Nicotra, si difesero con le armi rallentando l’attacco dei militari verso il centro del paese. A Pedara fu invece un umile mulattiere, Alfio Venturo, dopo avere subito la rapina del proprio mulo da parte di un tedesco a guidare la rivolta della gente. Episodi simili, ma dimenticati per anni dalle cronache italiane, si registrarono anche a Valverde, Belpasso, Adrano, Santa Maria di Licodia, Acireale. In quest’ultima città, quattro coraggiosi vigili urbani disinnescarono nella notte altrettante bombe tedesche disseminate dopo il ritiro delle truppe.

Non solo picnic

Dunque, anche se il 25 aprile andremo tutti in vacanza a goderci il sole presso le tante splendide località che offre il nostro vulcano Etna, non dimentichiamo di cercare – nei paesini che attraverseremo – quelle targhe in memoria degli eroi della Resistenza. E di lasciare a questi cittadini un pensiero e un sorriso, perché la nostra libertà di godere di questa festa oggi è stata ottenuta anche con il loro coraggio e il loro sacrificio. (FOTO DI G.MUSUMECI)


Author: Grazia Musumeci


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