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Quel pescivendolo perduto sull’Etna: Passopisciaro



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Passopisciaro è un nome che fa un po’ ridere. Ed è così che si chiama una delle sette frazioni del comune di Castiglione di Sicilia, sul fianco nord dell’Etna, ultima frontiera della provincia di Catania prima di entrare nel messinese. Perché ci soffermiamo su questo villaggio, invece di spaziare su territori più turistici e famosi? Perché anche Passopisciaro si inserisce, con orgoglio, in un percorso che fa turismo. E lo fa … con il vino!

Andiamo con ordine…

Andiamo con ordine: che ci fa un paese col nome che richiama il pesce (‘u pisciaru) in cima a una montagna e collegato al vino? Sembra un delirio, invece è solo un insieme di coincidenze fantastiche che rendono questo luogo ancora più affascinante.

Intanto, il nome: Passopisciaro appare nelle mappe etnee intorno al secolo XIX e indicava una zona denominata appunto “passu d’u pisciaru” (passo del pescivendolo). Ma qui siamo a 653 metri sul livello del mare! Che ci fa un venditore di pesce così lontano dal mare? Secondo una leggenda, quel povero venditore stava risalendo da valle … dalla costa quindi, oppure dal vicino fiume Alcantara… per andare a vendere i propri pesci al mercato di Randazzo quando, nel folto del bosco che un tempo riempiva queste contrade, venne assalito, rapinato e ucciso da un noto brigante: Ciccio Zummu. Da allora la zona venne indicata, con timore, come “là dove fu ucciso il pescivendolo”, un nome che rimase per sempre.

Il pescivendolo o l’antica lava?

Un’altra teoria ricorda invece che qui il terreno è pieno di antiche colate laviche (le sciàre) per cui “passare per Le Sciàre” divenne il Passo pe’ Sciare e quindi Passopisciaro. La strada che ancora oggi taglia in due il villaggio era un’antica Via Regia, quindi un percorso importante che collegava le città più famose della Sicilia orientale. Aprire un varco dentro le sciàre era stato sicuramente un passo fondamentale per consentire la viabilità, quindi niente di strano che il nome sia legato proprio a queste lave. La gente del posto comunque preferisce rendere omaggio al misterioso pescivendolo e continuare a pensare a lui e al suo “martirio” su questa via!

Passopisciaro e il vino

Circondato da terreni fertili, quindi da campi e vigne, Passopisciaro ha vissuto di commerci legati alla vendemmia per molti secoli. Il Novecento ha visto un po’ l’abbandono (triste!) dell’agricoltura e la decadenza di molti paesini di questo versante dell’Etna.

Ma con la rinascita turistica degli anni Duemila e soprattutto con la riscoperta di una agricoltura più moderna e biologica, la viticoltura è tornata ad essere un motore economico importante in Sicilia. E i vini dell’Etna sono diventati marchio di prestigio in tutto il mondo. Il territorio compreso tra Linguaglossa, Castiglione e Randazzo fiorisce ogni anno di più di vigneti e palmenti e alcuni vini – come il Solicchiata, per esempio – portano il nome dei villaggi che li producono.

Passopisciaro fa parte della “catena” dei vini di Solicchiata e dalle sue vigne nascono ogni anno ottime bottiglie di rossi e di bianchi – inclusi alcuni deliziosi spumanti. Tra le cantine più famose qui ricordiamo Passopisciaro SRL, Palmento Costanzo, Cantine Calcagno, Cantine Wiegner. Ed ecco perché, oggi, lo spirito del misterioso pescivendolo “perduto” sul vulcano è sinonimo di vini prelibati e di gioia di vivere. (FOTO DI G. MUSUMECI)


Author

Grazia Musumeci

Nata a Catania, ho conseguito la laurea magistrale in Lingue Straniere e dal 1999 lavoro come traduttrice, web writer e web data/content editor nei settori dell'editoria e del turismo. Oltre all'italiano, parlo fluentemente inglese (livello avanzato) e ho una buona conoscenza del francese e dello spagnolo. Discreta conoscenza del tedesco. Nel tempo libero mi dedico alla scrittura e alla fotografia e ad imparare l'arabo! ---- Born in Catania, I earned a master's degree in Foreign Languages ​​and have been working as a translator, web writer, and web data/content editor in the publishing and tourism sectors since 1999. In addition to Italian, I speak fluent English (advanced level) and have a good knowledge of French and Spanish. I also have a good knowledge of German. In my spare time, I enjoy writing and taking photos and also trying to learn Arabic!



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