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Finita l’eruzione: l’Etna prepara già il nuovo scenario?



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La buona notizia (per il turismo) è che è tornata la pace nei cieli sopra l’Etna. L’aeroporto di Catania ha riaperto i battenti e opera normalmente da almeno una settimana. Niente più boati, nubi di cenere, niente più colate di lava spettacolari in Valle del Bove. L’eruzione iniziata il 6 agosto scorso, sembra finalmente terminata. Se non del tutto, per lo meno nella sua fase più acuta. Possiamo davvero mettere la parola “fine” a questo evento eruttivo che – pur con tutti i suoi disagi – ha creato comunque grandi emozioni e notevole lavoro per le infrastrutture del vulcano?

Riepiloghiamo…

L’eruzione dell’Etna dal 6 al 16 agosto 2026 è stata uno degli eventi vulcanici più significativi dell’estate siciliana, quest’anno, caratterizzato da una complessa successione di attività esplosiva ed effusiva che ha interessato soprattutto il cratere Voragine e diversi settori della Valle del Bove.

L’episodio è iniziato all’alba del 6 agosto 2026, intensificandosi in serata, quando l’attività stromboliana al cratere Voragine ha registrato una forte evoluzione in fontane di lava particolarmente energetiche tra le 23:00 del 6 agosto e le prime ore del 7 agosto. L’INGV-Osservatorio Etneo ha documentato contemporaneamente la formazione di piccole colate laviche e l’apertura di nuove bocche eruttive lungo il fianco del vulcano. Il 7 agosto, infatti, una bocca apertasi a circa 3.200 metri di quota ha alimentato una colata diretta verso nord-est, nella Valle del Leone, mentre poche ore dopo una nuova bocca a circa 2.750 metri ha dato origine a diversi flussi lavici rapidamente diretti verso la Valle del Bove.

La situazione è ulteriormente evoluta l’8 agosto, con l’apertura di un’altra bocca eruttiva a circa 2.360 metri di quota, nei pressi di Monte Rittmann . L’apertura è stata accompagnata da due modesti flussi piroclastici legati al collasso e alla mobilizzazione del materiale vulcanico, mentre la lava continuava ad alimentare un articolato campo lavico.

Un vulcano capriccioso

Nei giorni successivi, l’eruzione dell’Etna nell’agosto 2026 ha mantenuto un’elevata variabilità. Il cratere Voragine ha continuato a produrre attività stromboliana, emissioni di cenere e ricaduta di materiale piroclastico, mentre le bocche presenti lungo i fianchi del vulcano alimentavano colate laviche che avanzavano nella Valle del Bove. Il 10 agosto, una nuova bocca si è aperta a circa 1.900 metri di quota, generando un’ulteriore colata in direzione est-sud-est; l’11 agosto è stata inoltre segnalata l’apertura di una bocca a circa 2.090 metri, alla base della parete settentrionale della Valle del Bove.

Uno degli aspetti più rilevanti dell’eruzione dell’Etna dal 6 al 16 agosto 2026 è stata quindi la sua natura articolata: non un singolo episodio esplosivo, ma una sequenza di fenomeni che ha coinvolto contemporaneamente attività stromboliana, fontane di lava, emissioni di cenere, aperture di bocche laterali e colate laviche.

Il monitoraggio dell’INGV ha permesso di seguire l’evoluzione dell’attività attraverso reti sismiche, telecamere, osservazioni sul terreno, droni e dati satellitari, strumenti fondamentali per valutare in tempo reale la posizione delle bocche e l’avanzamento dei fronti lavici. Particolarmente importante è stata anche l’attività del 13 agosto, quando il cratere di Nord-Est ha manifestato una significativa attività infrasonica, mentre le sorgenti associate alla Voragine hanno raggiunto livelli energetici elevati. Nonostante l’attenzione costante dei ricercatori INGV, i comunicati venivano puntualmente smentiti dall’Etna, vulcano capriccioso che non ama essere “banale” e sorprende continuamente. Così, dopo circa un giorno e mezzo di relativa quiete, l’attività alla Voragine è ripresa nella seconda metà del 16 agosto, segnando una nuova fase dell’episodio eruttivo.

Il dramma della cenere

La presenza di cenere vulcanica ha avuto conseguenze anche sul traffico aereo siciliano, in particolare sull’aeroporto di Catania, dove le operazioni sono state condizionate dalla dispersione della nube eruttiva e dalla necessità di garantire la sicurezza della navigazione aerea. Le cronache hanno riportato cancellazioni, dirottamenti e forti disagi per i passeggeri durante i giorni di maggiore attività.

Per il territorio etneo, l’eruzione ha rappresentato ancora una volta la dimostrazione della particolare dinamicità del vulcano più alto e attivo d’Europa. L’Etna, infatti, può passare rapidamente da fasi di relativa tranquillità ad attività esplosiva intensa, con fenomeni che possono svilupparsi in tempi brevi e modificare rapidamente lo scenario di pericolosità. L’INGV sottolinea proprio come le caratteristiche dell’Etna rendano possibile un’evoluzione improvvisa dei fenomeni vulcanici, motivo per cui il monitoraggio continuo riveste un ruolo essenziale. L’eruzione dell’Etna del 6-16 agosto 2026 si inserisce così in una stagione particolarmente movimentata per il vulcano siciliano, già interessato da altri episodi eruttivi nei mesi precedenti, compresa l’attività iniziata il 30 luglio e proseguita fino ai primi giorni di agosto.

Previsioni future: possiamo farle davvero?

Dal 20 agosto, l’Etna sembra essersi calmato. Nonostante due scosse di terremoto sul versante nord, che hanno causato danni (una spaccatura di 20 cm) lungo la strada Mareneve in territorio di Linguaglossa, tutti i parametri sembrano indicare che questa eruzione è terminata.

Tuttavia il tremore non scende. Resta nella fascia “giallo-rossa”, ovvero medio tendente all’alto, e non sembra propendere verso un calo. Se il tremore non si placa, il vulcano ha ancora qualcosa da dire! E infatti, mentre la Voragine è tornata “a riposare”, il vicino cratere di Nord Est da qualche giorno emette leggeri pennacchi di cenere grigia. Una cenere poco densa, quindi non pericolosa, che si disperde nella zona sommitale e non blocca gli aerei. Però resta sempre una emissione di cenere… segnale che l’attività è ancora in corso.
Tenete ben “calde” le macchine fotografiche! Con l’Etna non si sa mai cosa può succedere. Molto probabilmente questa è solo una lunga pausa, tra un evento eruttivo e l’altro. Non resta che aspettare e cercare di capire. (FOTO DI G. MUSUMECI)


Author

Grazia Musumeci

Nata a Catania, ho conseguito la laurea magistrale in Lingue Straniere e dal 1999 lavoro come traduttrice, web writer e web data/content editor nei settori dell'editoria e del turismo. Oltre all'italiano, parlo fluentemente inglese (livello avanzato) e ho una buona conoscenza del francese e dello spagnolo. Discreta conoscenza del tedesco. Nel tempo libero mi dedico alla scrittura e alla fotografia e ad imparare l'arabo! ---- Born in Catania, I earned a master's degree in Foreign Languages ​​and have been working as a translator, web writer, and web data/content editor in the publishing and tourism sectors since 1999. In addition to Italian, I speak fluent English (advanced level) and have a good knowledge of French and Spanish. I also have a good knowledge of German. In my spare time, I enjoy writing and taking photos and also trying to learn Arabic!



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