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Quello appena trascorso è stato un “Natale di fuoco” sull’Etna. Il vulcano, infatti, ha dato vita a uno spettacolo eruttivo riservato a “pochi intimi”– a causa del maltempo che ha colpito il catanese proprio nei giorni della festa. Solo le telecamere web e alcune guide hanno potuto assistere alle spettacolari fontane di lava sommitali … il resto degli abitanti della costa ionica ha potuto ammirare a malapena il riverbero rosso della lava dietro le nuvole. E la piccola colata lavica fuoriuscita in tarda serata giorno 26. Ma quella di Natale 2025 non è stata una semplice nuova eruzione etnea…

Il ritorno del Nord Est

A scatenare l’eruzione, infatti, stavolta è stato il cratere di Nord Est. Il vecchio gigante, un tempo cima più alta dell’Etna (oggi superato dalla Voragine), sembrava deciso a oziare ormai per sempre. Erano circa trent’anni che non ruggiva! Come scrive il dottor Boris Behncke, vulcanologo catanese, sui suoi social: “questo vecchietto di Cratere di Nord-Est ha fatto un po’ di fontane di lava, vere fontane di lava, quindi un parossismo, il suo primo dopo quasi 28 anni (…)Mi piaceva dire “tanto ormai il Nord-Est non riesce più a fare parossismi”, giusto per stuzzicarlo. Nel frattempo il suo fratello minore, il Sud-Est, ha fatto più di 100 parossismi solo negli ultimi 15 anni, la Voragine si è pure data da fare alla grande, e persino la Bocca Nuova è riuscita a farne. (…) Uno degli ultimi parossismi del Nord Est avviene nella notte del 27-28 marzo 1998. Da allora ci sono state diverse fasi di attività stromboliana intracraterica, in particolare nell’estate del 2002 (preludio all’eruzione del 2002-2003), a maggio 2016 (poco prima di una serie di parossismi alla vicina Voragine), nel 2018-2019 e nel 2020-2021. Finalmente, il Nord-Est ha mostrato attività esplosiva durante e dopo la serie di parossismi alla Voragine di luglio-agosto 2024″.

In dettaglio, il sito dell’istituto INGV  ha descritto molto bene la nuova attività eruttiva che a Natale ha ricordato a tutti che il Nord Est esiste ancora e ha voglia di rendersi protagonista.

Storia eruttiva del Nord Est

Nato nel 1911 alla base nord-orientale dell’allora unico Cratere Centrale (quello che ospitava il Cratere Centrale), il Nord-Est ha fatto la sua prima eruzione importante a giugno 1917 . La sua attività è stata abbastanza vivace tra gli anni Trenta e i Quaranta, intensificandosi poi tra il 1950 e gli anni Settanta. Fu alla fine di questo ciclo che il Nord-Est raggiunse l’altezza massima divenendo la cima più alta del vulcano e mantenendo il record fino al 2024.

Ciò che caratterizza il Nord Est è il “parossismo a raffica”. Cioè, quando la sua attività eruttiva inizia, si ripete per mesi e mesi. Di fatto ormai l’Etna si comporta così tutte le volte che inizia una nuova fase eruttiva, ma pare che “l’inventore” di questo tipo di parossismi sia proprio lui …. “nonno Nord Est”.

In modo sporadico, il Nord Est ha eruttato ancora tra il 1981 e il 1998 per poi concedersi un lunghissimo periodo di pausa. Che si è interrotto adesso.

Lo spettacolo che verrà

Se il Nord Est è ancora il “vecchio Nord Est” lo scopriremo nei prossimi giorni. Ci regalerà un’altra serie di “parossismi a raffica” oppure ha cambiato stile? Una cosa è certa, il tremore si sta mantenendo alto e anche la Voragine e il Sud Est sembrano coinvolti. Potremmo quindi assistere presto a un bel po’ di episodi eruttivi a dir poco spettacolari. Preparate il popcorn e incrociate le dita! (LE FOTO SONO DI G. MUSUMECI)


Autore: Grazia Musumeci