Eruzione laterale dell’Etna. C’è da preoccuparsi?



L’Etna non è nuovo a questo genere di “sorprese”. I vulcanologi stessi dicono che “non si sa mai cosa bolle in pentola” e mai come oggi, alla vigilia di Natale 2018, il vulcano lo ha mostrato a noi residenti e al mondo intero.

Una eruzione violenta

Alle 11 del mattino del 24 dicembre una serie di forti esplosioni e uno sciame sismico non indifferente hanno scosso la montagna elevando in cielo una enorme colonna di vapore, cenere e lapilli che si è diretta verso il mare lasciando un velo di sabbia sopra i paesi etnei. Noi di GO ETNA eravamo in quota proprio al momento dell’inizio dell’eruzione e, oltre alle bellissime foto che vedete, abbiamo sentito in diretta lo scuotimento del terreno.

Eruzioni laterali: cosa sono e come affrontarle

Le eruzioni laterali ormai non sono del tutto imprevedibili, anche se questa in particolare ha sorpreso un po’ tutti. L’attività eruttiva tranquilla degli scorsi mesi, tra Bocca Nuova e Nuovo Cratere di Sud Est non lasciava prevedere una tale violenza. Quando avvengono le eruzioni laterali, il magma spacca la struttura del vulcano fuori

dai condotti lavici tradizionali, dunque anche a quote più basse. In certe occasioni può mettere in pericolo i centri abitati. L’attuale eruzione laterale si è verificata nella desertica Valle del Bove, lontana dai paesi etnei, ma anche in passato – quando la minaccia era reale – le popolazioni si sono potute mettere in salvo, grazie alla vischiosità della lava dell’Etna, che la fa camminare molto lentamente. Il disagio può essere legato alla emissione di cenere, quella sì pericolosa per le vie aeree e per gli incidenti che può causare con i mezzi in strada. Consigliamo prudenza a prescindere dalla evoluzione dell’eruzione attuale.

(foto di GO ETNA, tranne la foto in basso  courtesy by BUTTERFLY SRL HELICOPTER SERVICES)

 

Autore: Grazia Musumeci