Sputa cenere ogni giorno, senza sosta, senza un barlume di pausa. Una cenere strana… rossiccia… talmente leggera che non ce la fa quasi a depositarsi a terra e vola nel vento fino a quote altissime, costringendo gli aerei a evitarla e l’aeroporto di Catania a chiudere ancora. Eppure no, l’Etna non è in eruzione. E i media italiani dovrebbero smetterla di ribadire il titolo: “Nuova eruzione” perché non si tratta di questo. Ma allora che sta succedendo sull’Etna? E soprattutto quando finirà?
Le grandi pulizie del Cratere Nord Est
Come spiega ottimamente il vulcanologo Marco Neri in un articolo apparso sul sito ufficiale dell’ INGV Vulcani : “Questo fenomeno si colloca nella fase post‑eruttiva successiva all’intensa attività di luglio‑agosto 2026, durante la quale il Cratere Voragine (VOR) ha prodotto esplosioni frequenti e colate laviche”.
Durante quel periodo di agitazione totale, infatti, la Voragine ha riversato cascate di lava all’interno del vicino Cratere di Nord Est. Un fenomeno particolare, che non avveniva da molto tempo in cima all’Etna, e che sicuramente ha “disturbato” la normale attività di questo secondo cratere. Terminati gli eventi eruttivi, il Nord Est ha continuato la sua abituale degassazione, ma con molto materiale nuovo a ostruire la sua bocca. E dato che il gas erode le pareti, “grattandole” letteralmente e trascinando con sé detriti, se incontra sul suo cammino la lava nuova polverizza anche quella.
“Il pennacchio bruno‑rossiccio attualmente emesso dal Cratere di Nord‑Est” – continua il dottor Neri – “rappresenta un segnale di rimozione meccanica di materiale solido preesistente nel condotto, favorito dall’abbassamento della colonna magmatica e dalla conseguente diminuzione della spinta magmatica. Tale comportamento è tipico delle fasi post‑eruttive in cui il vulcano passa da un regime di alimentazione sostenuta a un regime di degassamento residuo”. In breve, il Nord Est fa le grandi pulizie … tutto qua.
Cenere e disagi: quanto durerà?
Che siano semplici pulizie post eruzione non cambia il fatto che la cenere viene ugualmente dispersa in atmosfera e quindi i disagi restano. Anzi, aumentano. Sia per i residenti, che devono respirare queste minuscole polverine, sia per i viaggiatori che vedono i propri voli spostati o cancellati continuamente dallo scalo di Catania.
Impossibile dire quanto durerà. Proprio perché non si tratta di un’eruzione … che comunque è imprevedibile, ma di solito ha un inizio e una fine. L’operazione di pulizia, invece, potrebbe durare per mesi, senza un criterio preciso e senza ipotesi.
Contattando il dottor Boris Behncke, anche lui vulcanologo all’INGV di Catania, ci ha confermato proprio che in questo caso fare previsioni è ancor più difficile. Non ci sono strumenti che segnalano la “fine della pulizia del condotto”, quindi non si può capire come e quando le emissioni di cenere finiranno. Né compete ai vulcanologi dare suggerimenti all’aeroporto o alle compagnie aeree per risolvere l’eterno problema. Chi di dovere (la regione, gli enti preposti, ma anche le linee aeree) dovrebbero collaborare per mitigare i disagi con soluzioni rapide e immediate, invece di rimbalzarsi le colpe sulla pelle dei cittadini!
Per gli appassionati di Etna è il momento migliore
Per gli appassionati di Etna, però, questa “eruzione non eruzione” è il momento migliore. Niente allerte, né restrizioni, spettacolo allo stato puro senza rischi né divieti. Certamente dispiace per i turisti o per il parente che deve cambiare aeroporto per partire, ma una situazione come quella attuale è favorevole al turismo vulcanico.
Molti turisti scelgono di fare escursioni a piedi lungo i sentieri del vulcano,accompagnati spesso da guide esperte. Le mete preferite sono naturalmente i crateri, spenti o attivi: osservare la particolare natura vulcanica e ammirare il panorama – anche in inverno con la neve e la possibilità di sciare – è ciò che elettrizza molti visitatori. Ma naturalmente tutti vengono qui sperando in una eruzione… salvo poi scoprire che durante le eruzioni, spesso, il vulcano viene “chiuso” e le visite vietate.
In una situazione come quella attuale, lo spettacolo è molto simile a quello di una eruzione… manca soltanto il fuoco! E dato che il rischio è basso o quasi nullo, avventurarsi per sentieri, canaloni o anche in cima sarà emozionante. Lo è per i turisti ma anche per i molti residenti appassionati di questo vulcano vivace e mai noioso.
La sicurezza prima di tutto
Non finiremo mai di dirlo, anche in “tempo di quiete”: il turismo deve essere gestito con attenzione, rispettando l’ambiente e la sicurezza. Sempre. L’Etna è infatti un territorio fragile e ancora attivo. Per questo, è importante seguire i percorsi autorizzati e le indicazioni delle autorità. In questo modo, il turismo può contribuire alla valorizzazione e alla tutela del territorio.
Prima di partire è fondamentale informarsi sulle condizioni meteorologiche e sullo stato del vulcano. Il tempo sull’Etna può cambiare rapidamente, soprattutto nelle zone più alte, dove la temperatura può essere molto più bassa rispetto alla costa. È quindi consigliabile indossare abbigliamento adeguato, scarpe da trekking, una giacca impermeabile e portare con sé acqua e cibo sufficienti. Un altro aspetto importante è rispettare i sentieri e le indicazioni delle autorità. Non bisogna avventurarsi in zone vietate o avvicinarsi ai crateri senza autorizzazione. È necessario seguire sempre le indicazioni delle guide e degli operatori locali.
Infine, il turismo sicuro deve essere anche rispettoso dell’ambiente. I visitatori dovrebbero evitare di lasciare rifiuti, non danneggiare la vegetazione e rispettare la fauna e il paesaggio naturale. (FOTO G. MUSUMECI)