Il fianco nord dell’Etna è costellato di antiche realtà medievali che si sono trasformate, oggi, in deliziosi centri rurali, spesso produttori di ottimi vini. Cuore di questo versante è la cittadina di Linguaglossa che rivaleggia con Randazzo per bellezza e storia. Ma noi vogliamo portarvi alla scoperta di due piccole perle non troppo distanti da questi grossi punti di riferimento. Affacciati sulla Valle dell’Alcantara, si osservano da una riva all’altra da secoli … sono Castiglione di Sicilia e Malvagna.
Il Castello del Leone
Castiglione deve il suo nome al castello che, ancora oggi, domina il suo centro e i suoi panorami. Un tempo era chiamato “Castel del Leone”, contratto poi in Castiglione (“di Sicilia” per distinguerlo da altri paesi italiani con la stessa denominazione), e sebbene abbia una storia millenaria risalente agli antichi Greci sembra che la sua esistenza sia iniziata soltanto nel XI secolo. Dopo la cacciata degli arabi, l’antico forte militare venne trasformato in un castello signorile e mantenuto talmente bene che, nel 1233, Federico II lo volle come residenza estiva. Definita già “città animosa” (cioè coraggiosa) in quel periodo, Castiglione ha sempre avuto un’anima eroica. E nel 1943 ha pagato con il sangue la sua opposizione ai tedeschi nazisti che, fuggendo dallo scontro con gli alleati, cercarono rifugio qui.

La bellezza di Castiglione sta nel panorama dell’Etna che si gode da diversi angoli del paese, in particolare dal cortile del castello in cima al colle. Le chiese, preziose e barocche, sono l’altra fonte di orgoglio: la più importante è dedicata ai Santi Pietro e Paolo, la più bella è Sant’Antonio Abate, la più misteriosa è la basilica della Madonna della Catena. Ma i monumenti più interessanti si trovano fuori paese: la torre del Cannizzu, i ruderi del Castelluccio e le due chiese bizantine di San Nicola (a valle, sulle rive dell’Alcantara) e Santa Domenica.
Quest’ultima è detta “la Cuba” – forse per la forma quadrata – ed è totalmente costruita in pietra lavica; usata per anni come stalla, è stata recuperata solo di recente e oggi ospita un piccolo museo. Non lontano dalla Cuba si può ammirare il corso del fiume Alcantara poco prima che inizi i salti verso le profonde e più famose gole.
Il feudo dove cresce la Malva
Malvagna pare debba il suo nome alle piante di malva che crescono da sempre nel suo territorio. Anticamente era una semplice riserva di caccia dei signori feudali Lanza ma divenne un paese vero e proprio nel XVII secolo quando, a causa della malaria che appestava la valle, molti fuggirono verso le colline e vi rimasero per sempre.
Oggi conta appena 580 abitanti, ma gode di un’aria pulita e di un panorama stupendo sull’Etna e sulla “vicina di casa” Castiglione. Malvagna ha pochissimi monumenti: una chiesa, i ruderi di un antico monastero e una “cuba” bizantina detta Trichora. Gli amanti della natura potranno apprezzare, nei dintorni di Malvagna, la Riserva di Malabotta – splendidi boschi protetti situati sopra i 1000 metri. La riserva si spinge fino ai Nebrodi e all’altopiano dell’Argimusco, con i suoi monoliti erosi dal tempo.
Per arrivare a Castiglione e Malvagna
Castiglione e Malvagna si raggiungono tramite l’autostrada A18 uscendo a Fiumefreddo di Sicilia oppure a Giardini Naxos. Si prosegue poi sulla Statale 185 e infine sulla SP7, strada che collega tra loro anche Castiglione e Malvagna.
L’aeroporto di riferimento è Fontanarossa di Catania (CTA).
FOTO DI GIUSEPPE JOSE’ RUSSOTTI e G. MUSUMECI