Motta S. Anastasia sorge intorno a un “neck”, cioè una enorme colonna di magma solidificato che di norma viene alla luce quando crollano le pareti di un antico condotto vulcanico. Siamo a soli 35 km dall’Etna e probabilmente l’eruzione che diede vita a questo “neck” è strettamente collegata con la vita del grande vulcano. Oggi, le spettacolari colonne basaltiche che insieme formano questa unica colonna gigante sono la base che regge il cuore storico del paese e il suo castello. Anzi, la sua fortificazione (donjon) protagonista di questo racconto.
Storia di Motta
Motta Sant’Anastasia – nella Città Metropolitana di Catania, in Sicilia – è un comune di 12.000 abitanti immerso in un paesaggio tipicamente mediterraneo e circondato da campi e coltivazioni che sono di fatto la base della sua economia agricola.
La vita sociale del paese è animata da numerose feste religiose e tradizioni popolari che coinvolgono la comunità durante tutto l’anno. Particolarmente sentite sono le celebrazioni dedicate alla patrona, Sant’Anastasia, che in agosto attirano visitatori dai comuni vicini. Tra le chiese più importanti la antichissima Madonna Immacolata e la quattrocentesca chiesa madre dedicata alla Madonna del Rosario. Nei pressi del paese sorgono anche il Cimitero Militare Germanico e un olivo centenario.
Grazie alla vicinanza con Catania e con l’Etna, Motta Sant’Anastasia rappresenta una meta interessante per chi desidera conoscere la storia, le tradizioni e le bellezze naturali della Sicilia orientale, in un contesto autentico e ricco di fascino.
Il donjon di Motta
Il donjon di Motta, o “castello”, risale al secolo XI (1070 – 1074) e fu costruito per volere del conte Ruggero. Di fatto, più che un castello è un torrione fortificato: ha pianta rettangolare con un’altezza di 21 metri ed è interamente costituito di pietra lavica. La terrazza conserva intatta la merlatura (21 merli a testa arrotondata) mentre l’edificio comprende tre piani: alloggi militari al pianterreno, piano nobile al primo piano (dove alloggiava il comandante) e reparto difensivo, adibito al combattimento, al secondo. Diverse scale collegano i tre piani tra loro. Il castello fu anche un possedimento della chiesa di Catania, per circa 200 anni, poi nel 1355 divenne residenza del conte Enrico il Rosso. Passato di mano in mano, nel 1408 divenne proprietà di Aloisio Sanchez e infine del Moncada di Paternò che lo mantennero fino al XX secolo.
Visita al castello
Il donjon di Motta S. Anastasia, oggi, appartiene al comune e ospita un museo inaugurato nel 2010. Si tratta di un piccolo Museo Storico che raccoglie testimonianze dei secoli XII – XVI e utilizza anche sistemi multimediali per raccontare la storia di Motta. In un settore a parte si possono ammirare anche vere armi e armature di epoca medievale.
Al castello si può entrare tutti i giorni tranne il lunedì e l’accesso è gratuito. Dalla sommità della torre è possibile osservare un vasto panorama che comprende la piana di Catania e, nelle giornate più limpide, anche l’Etna. Il Donjon continua a essere un simbolo dell’identità di Motta Sant’Anastasia e un’importante testimonianza del passato medievale della Sicilia.
Come arrivare a Motta S. Anastasia
Per chi parte da Catania, il modo più rapido per arrivare a Motta è utilizzare l’autostrada A19 in direzione Palermo e uscire allo svincolo di Motta Sant’Anastasia, seguendo poi le indicazioni stradali per il centro abitato. Il percorso richiede generalmente meno di venti minuti in automobile.
Chi arriva da altre province siciliane può raggiungere il comune percorrendo le principali arterie autostradali che conducono verso Catania (A18 o A19) e successivamente seguire la segnaletica dedicata. È possibile arrivare anche con i mezzi pubblici: diverse linee di autobus collegano Motta Sant’Anastasia con Catania e con i comuni limitrofi.
Per chi viaggia in aereo, l’aeroporto di Catania-Fontanarossa rappresenta lo scalo più vicino; da lì si può proseguire in taxi, autobus o auto a noleggio fino alla destinazione. Affidarsi a un bravo tour operator durante il vostro soggiorno a Motta S.Anastasia farà sì che non dobbiate barcamenarvi tra le difficili strade dell’entroterra catanese. Con un autista dedicato, potrete serenamente decidere tempi e tappe. (foto di Camillo Bella – Etnanatura)