Bentornati al Rifugio Brunek! O meglio … bentornato Brunek! Ci eri mancato tanto, a tutti quanti, non soltanto ai motociclisti che in qualche modo ti avevano adottato come casa da tempo immemore! Tutti gli appassionati di Etna lo sapevano, il Rifugio Brunek – situato a pochi metri di distanza da un altro rifugio storico, il Ragabo – era “il rifugio dei motociclisti”, che ne affollavano il piccolo bar all’andata o al ritorno dalle loro escursioni. E quando sono comparsi sulla scena i discutibili “quad”, il Brunek era divenuto casa anche per loro. Non si sa come mai piacesse tanto ai mezzi a motore… si sa però che quando fu chiuso tutti (anche i trekker) ne sentirono nostalgia.

Storia di un rifugio amato da tutti
Situato a 1450 metri di altezza, sul versante nord dell’Etna, il rifugio venne costruito nel 1930 e fino agli anni Cinquanta era conosciuto come “la casa dei francesi”, in quanto serviva da punto di appoggio alle comitive di turisti francesi diretti al vicino campeggio Village Magique.
Dopo diversi anni di sopravvivenza in condizioni non certo ottimali, anche a causa delle eruzioni e dei terremoti che nel corso del tardo XX secolo condizionarono la zona compresa tra Milo e la Pernicana, il rifugio venne recuperato e restaurato. Era il 1986 e venne ribattezzato proprio con il nome della ditta che lo aveva fatto rinascere, cioè Brunek s.r.l. La gestione del sito venne affidata a una ditta di Linguaglossa, comune entro il cui territorio ricade la struttura, che la mantenne fino al 2019.
Un contenzioso legale e poi i duri anni del Covid portarono alla chiusura del rifugio. Pur rimanendo aperto il Ragabo, a una decine di metri appena oltre la strada, in molti sentivano la mancanza di questa simpatica capanna di legno in stile tirolese che aveva un modo di accogliere diverso, ma ugualmente caloroso. Nel 2023, grazie a nuovi finanziamenti, il rifugio è stato recuperato e ha riaperto in grande stile un paio di anni dopo.
La bella semplicità del Brunek
Il Brunek non ha cambiato mai struttura. Si è soltanto rinnovato in alcuni aspetti. La casa è sempre in legno, con tetti a spiovente e un balconcino (oggi divenuto veranda) in stile tirolese. I cambiamenti recenti hanno portato il bar dal piano terra al primo piano, con possibilità anche di pranzare e di fare un “aperitivo” pomeridiano. In estate, a seconda delle prenotazioni, si può restare anche per la cena.
Il rifugio, oggi, offre anche quattro camere per trascorrere la notte. Tre sono di media dimensione, adatte per un massimo di tre persone; la camera Suite invece è più grande e accoglie facilmente anche gruppi di sei persone.
Intorno, il sito è stato abbellito con piante e vasi di fiori dallo stile tradizionale siciliano che comunque si “sposa” bene con l’architettura nordica della facciata. I menù e le altre informazioni utili per la vostra prenotazione, potrete trovarli sul sito ufficiale: https://www.rifugiobruneketna.com/ .
La pineta Ragabo
Nel “cortile” del Brunek si apre una pineta bellissima, la Pineta Ragabo. Inizia proprio dal retro della struttura, con diversi sentieri che si inoltrano nella foresta di pini secolari – alcuni alti anche oltre i 15 metri!
Conosciuta anche come “Pineta di Linguaglossa”, questa è una delle aree boschive più suggestive del versante nord dell’Etna. Si trova lungo la strada Mareneve, tra Linguaglossa e Piano Provenzana, ed è ideale per chi ama la natura, le passeggiate e i paesaggi vulcanici. L’attività principale è il trekking. All’interno della pineta si trovano infatti sentieri adatti sia a brevi passeggiate sia a escursioni più impegnative.
Leggiamo sul sito Etnanatura che uno dei percorsi più semplici, ad esempio, parte dal piazzale dei rifugi (Ragabo e Brunek) e permette di immergersi rapidamente nel bosco fino alla Caserma della Forestale. Per gli escursionisti più allenati, la Pineta Ragabo è inoltre collegata alla Pista Altomontana, un lungo itinerario che attraversa il territorio dell’Etna conducendo, attraverso delle sciare aspre e complicate, anche alla scoperta delle meravigliose grotte ghiacciaio e le grotte di scorrimento lavico dell’Etna. Ricordate che per esplorare le grotte, dovete sempre prenotare una escursione con esperte guide del posto.
Tra le attrazioni da non perdere, nella pineta, c’è lo “Zappinazzu”, uno degli alberi monumentali più caratteristici dell’Etna. Altri luoghi affascinanti da scoprire sono Piano Pernicana, con una vasta area attrezzata per i picnic e una romantica cappella scavata nella roccia. La visita può proseguire fino a Piano Provenzana, importante punto di accesso all’Etna Nord, dove il paesaggio cambia gradualmente dalla pineta ai terreni lavici d’alta quota. Sono ancora ben visibili le tracce dell’eruzione del 2002.
La Pineta Ragabo è quindi una meta perfetta per trascorrere una giornata tra boschi, vulcano, trekking e gastronomia siciliana.
Rifugio Brunek oggi: realtà giovane e dinamica
Oggi il rifugio Brunek è tornato in grande stile e ha subito attirato l’attenzione dei motociclisti e dei “quadders”, che hanno ritrovato così la loro “casa”. Ma l’atmosfera che caratterizza la baita adesso è affascinante per tutti.
Il personale è formato da giovani che si occupano sia dell’accoglienza che della cucina, interagiscono benissimo con guide e turisti, e organizzano anche eventi dinamici per vivacizzare le giornate. Al Brunek si può festeggiare Halloween, San Valentino, il Ferragosto con la possibilità di assistere anche a spettacoli, concerti, partecipando a escursioni a tema.
Raggiungerlo non è affatto complicato. La strada che parte sia da Linguaglossa che da Zafferana Etnea è quasi del tutto lineare e si snoda tra sciare e boschetti offrendo panorami spettacolari lungo il percorso. Il Brunek dista 75 km dall’ Aeroporto di Catania ed è molto ben collegato tramite due percorsi stradali che vi consentiranno di arrivare in un’ora e venti (via autostrada con uscita Fiumefreddo) o in un’ora e quaranta (SS 114 tramite Acireale, Aci Sant’Antonio e Paesi Etnei).




