Ai piedi dell’Etna sorge un luogo affascinante che si intreccia a miti e fatti storici. Un luogo che per troppi anni è rimasto chiuso, ha rischiato di sparire per sempre, ma oggi è tornato ad essere di tutti. Noi del posto lo chiamiamo “il Bosco di Aci”, ed è una delle foreste più antiche di Sicilia. Legato al mito di Aci e Galatea, è l’ultimo residuo di quell’immenso bosco che copriva tutta la costa orientale della Sicilia e che fu, lentamente, smantellato per fornire il legname delle navi, tra l’epoca Romana e il Medioevo.
Storia di un bosco “antico”
Recenti studi botanici hanno cambiato un po’ di carte in tavola. Infatti, pare che il Bosco di Aci non sia poi tanto antico. O meglio, certamente ha molti secoli di vita, ma non è più lo stesso bosco che videro i Greci e i Romani in quanto nel corso del tempo eruzioni, terremoti ed eventi climatici (incendi, alluvioni) hanno modificato e in parte cancellato le originarie foreste. Ma la macchia di verde che oggi possiamo ammirare tra i comuni di Aci Sant’Antonio e Acireale https://www.comune.acireale.ct.it/it risale per lo meno al Medioevo, quindi … sì, possiamo chiamarlo un “bosco antico”. Per gli appassionati di piante è certamente un percorso di studi interessante, ma per tutti gli altri, è un’occasione per fare escursioni, picnic e passeggiate all’aria aperta a pochi passi dalla città.
Come arrivare al Bosco di Aci?
Gli ingressi al Bosco di Aci si trovano a Santa Maria la Stella e a Lavinaio, frazioni del comune di Aci Sant’Antonio. La grande macchia di alberi e prati, però, si estende fino al territorio di Fiandaca (comune di Acireale). Prendete quindi come punto di riferimento principale Acireale, il centro più grande della zona, che si raggiunge con poco meno di quindici minuti di viaggio in macchina da Catania (e circa quaranta minuti di viaggio dall’aeroporto Fontanarossa). Una volta ad Acireale seguite le indicazioni per i Paesi Etnei e per Aci Sant’Antonio, deviando verso il paesino di Santa Maria la Stella. Le indicazioni per il Bosco di Aci sono molto ben evidenziate lungo il percorso.
SONY DSCCosa vedrai nel Bosco
L’area si trova alle pendici dell’Etna, e l’Etna si può ammirare in tutta la sua spettacolare bellezza proprio dall’ingresso “delle Scuole” (via Sacerdote Messina) di Santa Maria la Stella. Qui, una vasta area recentemente disboscata è stata ripiantata con diverse specie di alberelli che al momento sono molto piccoli, quindi lasciano un’ampia veduta sul vulcano.
Il bosco sorge in un ambiente caratterizzato dalla presenza di antiche colate laviche, terreni fertili e una vegetazione tipica delle zone collinari siciliane. La presenza di tanta vegetazione ha avuto un ruolo importante nella vita delle comunità locali, in passato, offrendo risorse naturali e contribuendo alla conservazione del suolo. Ancora oggi, il territorio conserva elementi di grande interesse paesaggistico e naturalistico. Passeggiando nella zona è possibile osservare diverse specie vegetali, tra cui alberi e arbusti mediterranei, che si sviluppano grazie alla particolare combinazione tra il clima mite della costa ionica e le caratteristiche dei terreni vulcanici. Sono presenti alcune specie di orchidea selvatica, di dimensioni molto ridotte, riconoscibili soltanto a veri esperti in materia.
Il Bosco di Aci costituisce non soltanto uno spazio verde, ma anche un luogo in cui natura, storia e cultura si incontrano. Il paesaggio è inoltre legato alla storia dei numerosi centri abitati sorti alle pendici dell’Etna e alle tradizioni agricole della zona. La sua valorizzazione e la sua tutela sono importanti per conservare la memoria del territorio e permettere alle nuove generazioni di conoscere e apprezzare uno degli ambienti caratteristici dell’area etnea. Utilizzandolo come “parco suburbano”, il comune di Aci Sant’Antonio tra l’altro ha regalato alla comunità un grande polmone verde a pochi passi dal centro!
I percorsi nel Bosco
Ci sono tre percorsi principali, nel Bosco di Aci. Non hanno un nome ufficiale ma potremmo ribattezzarli, per comodità: il sentiero turistico, il sentiero avventuroso, il sentiero storico.
Il primo, con ingresso da Santa Maria la Stella, è aperto, con poca ombra ma con sentieri ben curati e in alcuni tratti anche piastrellati, che consentono passeggiate tranquille davanti alla vista piena sull’Etna. Qui possono divertirsi grandi e piccoli, a piedi o in bicicletta, ed è ottimo anche per i picnic.
Il “sentiero avventuroso” parte dall’ingresso di Lavinaio ed è formato da un terreno irregolare, sebbene ombreggiato da alberi alti e antichi; si cammina qui tra pietra lavica, arbusti, erba alta e la fatica nelle gambe si fa sentire di più.
Sia il primo che il secondo sentiero si ricongiungono nei pressi del Casale Rosso, là dove inizia il “sentiero storico”: qui infatti è prevista la istituzione di un museo contadino e già il casale stesso è testimonianza dell’antico lavoro a latifondo e mezzadria che caratterizzava questa proprietà terriera quando era privata. Tutti i sentieri sono stati segnalati con cartelli di legno dipinto forniti dagli scout.
Curiosità …
All’interno del Bosco di Aci si trovano anche alcune centrali dell’Istituto di Vulcanologia che ha posizionato qui i sensori per controllare il tremore dell’Etna e soprattutto i movimenti di faglia. Il territorio su cui sorge il Bosco, infatti, è attraversato da una famosa faglia che nel corso degli ultimi quarant’anni si è già mossa tre volte, causando in un paio di occasioni terremoti importanti con crollo di edifici. Dunque non solo un luogo storico, botanico e di divertimento, ma anche una “pagina” bianca sulla quale scrivono gli strumenti dell’INGV! (foto di GRAZIA MUSUMECI)