In un periodo in cui il cambiamento climatico fa crollare i ghiacciai un po’ in tutto il mondo, causando anche catastrofi e alluvioni spaventose, anche l’Etna perde uno dei suoi ghiacciai “segreti”. Ma non lo perde a causa dell’aumento del calore globale, piuttosto come conseguenza dell’ultima intensa attività eruttiva che ha causato anche un terremoto. Il terremoto ha fatto collassare la parte iniziale di Grotta Tremila, chiudendo per sempre l’accesso al ghiacciaio. Che quindi così finisce… ma soltanto per l’occhio dell’uomo. In realtà, Grotta Tremila non è affatto perduta. Anzi …!
Una recente scoperta
Come avevamo già raccontato in passato (articolo dedicato ai fratelli Teri ), Grotta Tremila è una scoperta molto recente, datata 2022. Fu infatti durante il periodo del Covid e dei “lockdown” che i due fratelli esploratori Dario e Paolo Teri, percorrendo alcune località etnee rientranti nel loro comune di residenza, avevano portato alla luce due cavità misteriose, entrambe piene di ghiaccio. Fino a quel momento si sapeva che, nel ventre del vulcano, ci fosse una sola grotta-ghiacciaio (Grotta del Gelo, appunto); le esplorazioni che i fratelli Teri hanno condotto tra il 2020 e il 2022 hanno invece individuato anche Grotta Polare e – ultima arrivata – Grotta Tremila, situata appunto a 3000 metri di altezza. Non si esclude che l’Etna nasconda molte altre grotte simili che funzionano come veri e propri ghiacciai, ma ipogei, quindi non esposti al calore esterno.
Grotta Tremila e le sue meraviglie
La Grotta Tremila è una delle cavità naturali più interessanti del Parco dell’Etna , che ospita il grande vulcano della Sicilia. Si tratta di una grotta di origine lavica che, grazie alle particolari condizioni climatiche dell’alta montagna, può conservare neve e ghiaccio anche per lunghi periodi. Per questo motivo viene talvolta associata agli antichi “ghiacciai” dell’Etna.
La grotta si è formata in seguito alle eruzioni vulcaniche che hanno caratterizzato la storia del vulcano. Quando la lava scorre lungo i pendii dell’Etna, la parte esterna può raffreddarsi e solidificarsi mentre all’interno la lava continua a scorrere. Quando il materiale incandescente fuoriesce, può rimanere un tunnel vuoto: nasce così una grotta lavica. La Grotta Tremila è particolarmente interessante per la presenza di ghiaccio e neve, fenomeni favoriti dall’altitudine e dalle basse temperature. Il ghiaccio può rimanere intrappolato all’interno della cavità, dove è protetto dalla luce solare diretta e dalle variazioni della temperatura esterna. Queste condizioni permettono di studiare il rapporto tra il vulcano, il clima e l’ambiente naturale.
La Grotta Tremila rappresenta quindi un esempio affascinante della straordinaria varietà di ambienti presenti sull’Etna, dove fenomeni vulcanici e condizioni climatiche estreme si incontrano.
Etna: ghiaccio e lava
L’Etna possiede numerose grotte di scorrimento lavico e alcune di esse presentano caratteristiche legate alla conservazione del ghiaccio. Questi ambienti sono molto delicati e devono essere esplorati con attenzione, evitando di danneggiare le formazioni naturali. La Grotta del Gelo e la Grotta Polare sono i due esempi più famosi, oltre a Grotta Tremila.
La Grotta del Gelo è particolarmente famosa perché al suo interno si conserva del ghiaccio durante tutto l’anno. Questo fenomeno è dovuto alle basse temperature e alla particolare conformazione della grotta, che favorisce l’accumulo e la conservazione dell’aria fredda. Per questo motivo rappresenta un ambiente naturale molto interessante dal punto di vista scientifico e geografico. Anche la Grotta Polare è una testimonianza dell’intensa attività vulcanica dell’Etna. Le sue pareti mostrano chiaramente le tracce del passaggio della lava e permettono di comprendere meglio i processi che hanno modellato il vulcano nel corso del tempo.
Queste grotte costituiscono un importante patrimonio naturale ma anche una preziosa riserva di acqua che si ricava dal lento scioglimento dei loro ghiacci e dal filtraggio attraverso la roccia. Visitare questi affascinanti ghiacciai sotterranei, sull’Etna, significa scoprire un lato nascosto e suggestivo del vulcano.
Si possono esplorare i ghiacciai dell’Etna?
Grotta Tremila ormai è interdetta all’accesso dell’uomo. Il terremoto dell’agosto 2026 ha fatto crollare l’ingresso e chiuso, forse per sempre, il tunnel. Questo paradossalmente è un bene per il ghiacciaio perché non viene inquinato dalla presenza di turisti o curiosi.
Di fatto queste grotte-ghiacciaio non dovrebbero essere aperte al turismo, perché sono riserve preziose di acqua pura. Tuttavia molte guide organizzano comunque escursioni per conoscerle. I percorsi per arrivare alle grotte-ghiacciaio non sono semplici, quindi sono davvero pochi i “coraggiosi” che si avventurano su queste tratte molto faticose. Esplorare la Grotta del Gelo, per esempio, è un’esperienza molto dura, adatta per camminatori esperti e per gente sportiva. Per raggiungerla è necessario affrontare un percorso escursionistico impegnativo, su terreni vulcanici caratterizzati da rocce, lava e dislivelli. Prima di partire è importante controllare le condizioni meteorologiche e scegliere un itinerario adatto alla propria preparazione fisica. È consigliabile indossare scarponi da trekking, abbigliamento caldo e impermeabile, guanti, casco e una torcia frontale. La presenza di ghiaccio e di superfici instabili rende inoltre opportuno affidarsi a una guida esperta, soprattutto per l’esplorazione dell’interno della grotta.
Durante l’escursione bisogna rispettare l’ambiente, evitando di danneggiare il ghiaccio, le rocce o gli altri elementi naturali. L’Etna è un ecosistema delicato e la Grotta del Gelo rappresenta un’importante testimonianza dell’attività e dell’evoluzione del vulcano. L’esplorazione richiede quindi prudenza e preparazione, la presenza di una guida esperta e di materiali e attrezzatura quasi professionali, ma offre in cambio un’esperienza unica tra paesaggi vulcanici, neve e ghiaccio.