Con l’Etna non è mai finita, nemmeno quando è finita. Potrebbe essere un proverbio del futuro, questo, in riferimento al nostro vivace vulcano che in questa estate 2026 – proprio nel picco massimo della stagione turistica – ha regalato i peggiori disagi, creando gravi danni economici all’ aeroporto di Catania e alle strutture ricettive della costa orientale. Voli dirottati da Lamezia Terme fino allo scalo di Comiso, soggiorni cancellati… solo le escursioni con guida hanno visto notevoli impennate e un successo clamoroso. Le ricadute di cenere hanno messo in ginocchio tutti i paesi della fascia meridionale dell’Etna … e ogni aggiornamento era un dramma. E oggi?
Aggiornamento eruzione
L’eruzione partita il 6 agosto all’alba dal cratere Voragine si è conclusa. Su questo i vulcanologi dell’INGV non hanno dubbi. Il grande cratere, cima più alta dell’Etna, ha esaurito la sua indomabile energia fatta di degassazione, espulsione di ceneri, colate laviche (una sommitale si riversava direttamente nel vicino cratere Nord Est). Tuttavia, questa potenza interna ha portato il magma a cercare ulteriori sfoghi con l’apertura di almeno 4 bocche laterali sul fianco orientale, dentro Valle del Bove, con fuoriuscita di fiumi di lava che sono scesi da 2900 fino a 1300 metri, accerchiando Rocca Capra, sito a ridosso dei sentieri turistici.
Nella serata del 14 agosto, tuttavia, l’energia di questa eruzione si è lentamente esaurita. E la mattina del 15, festa di Ferragosto, finalmente il cielo era pulito dalla cenere (e l’aeroporto di nuovo funzionante) mentre la lava, a valle, era un innocuo spettacolo in raffreddamento. I parametri dimostravano che l’eruzione alla Voragine era finalmente terminata.
Ma è davvero finita qui?
Poco prima dell’alba di oggi, 16 agosto, tuttavia, nuovi “sbuffi” di cenere si sono alzati nuovamente in aria. Stavolta la Voragine non c’entra, ma pare piuttosto che il vicino Nord Est si sia stufato di “subire” e stia sputando fuori tutta la lava ricevuta in questi giorni! Al momento, questo cratere ha ripetuto le sue personalissime esplosioni di cenere già decine di volte. Questo non significa per forza l’avvio di una nuova eruzione, potrebbe infatti essere solo un segnale di normale degassazione che però espelle la montagna di ceneri ricadute in questi giorni dentro la caldera. Oppure, dato che l’Etna è un sistema vulcanico, e non un semplice vulcano, potrebbe essere l’inizio di una “eruzione B”.
L’incognita terremoto
Nel pomeriggio del 15 agosto, il fianco nord della montagna è stato scosso da un terremoto di magnitudo 3.9, molto superficiale (circa 1 km di profondità) che ha creato il panico nelle strutture – hotel, rifugi e ristoranti – pienissime della zona. La gente è
stata evacuata ma anche durante queste operazioni si sono avuti disagi perché la strada Mareneve (che collega Linguaglossa al vulcano) si è spaccata in più punti.
Si tratta della Faglia Pernicana, sentinella degli spostamenti dell’Etna, sia prima che dopo ogni eruzione. Quando questa faglia si muove significa spesso che il vulcano si sta “gonfiando” e riempiendo di lava o, al contrario, che si sta sgonfiando alla fine di un evento. In passato, però, la faglia si è mossa anche poco prima di una eruzione laterale … quindi, anche in base a questi parametri, potremmo essere al cospetto della fine di un evento ma senza certezze assolute.
Gli ultimi comunicati
Gli ultimi comunicati ufficiali dell’INGV, relativi a questa mattina (16 agosto), parlano di “allerta arancione” il che significa che l’emergenza (rosso) è finita ma non si sa bene come evolverà il tutto. La vivacità di questo nuovo cratere, il Nord Est, indica che ancora qualcosa si muove sotto la crosta terrestre e forse l’Etna non ha terminato l’opera. I comunicati dei vari comuni restano sul monitoraggio severo, con divieti. Infatti, oltre al pericolo sovraffollamento ed eruzione adesso si è aggiunto il problema della strada dissestata dal sisma, che mette in serio pericolo i mezzi privati, sia a due che a quattro ruote.
I consigli per le vostre escursioni
I nostri consigli per le vostre escursioni, dato che la situazione non si è ancora normalizzata del tutto, sono di affidarvi sempre e comunque alle guide professioniste che sanno sempre se e dove andare.
I siti di INGV e del Meteo devono diventare i vostri “migliori amici” in queste giornate turbolente. Perché senza informazioni chiare sull’attività del vulcano e sulla direzione dei venti non dovreste nemmeno provare ad affrontare una escursione. Nemmeno in macchina! Prendete l’abitudine di consultare queste pagine giornalmente e affidatevi sempre a chi ha competenza in materia.
Per quanto riguarda i voli da e per Catania, purtroppo potete contare solo sulle informazioni che vi daranno le compagnie aeree che tendono spesso a giocare con i prezzi, a seconda delle emergenze. Ma seguendo i consigli dell’INGV potrete anticipare ogni decisione e capire se sia il caso di prenotare il volo oppure no… O magari se sia il caso di usare mezzi alternativi (treno, macchina, nave) per raggiungere la Sicilia. (PHOTOS BY GO ETNA STAFF)