Che succede alla Voragine? Questa è la domanda che tutti ci stiamo ponendo, normali cittadini, turisti e addetti ai lavori, quando osserviamo la cima dell’Etna. Il suo picco più alto, il cratere Voragine appunto, che ha battuto un record storico toccando da solo quota 3400 m e spodestando l’ex cima principale (il Nord Est), sembra sull’orlo di un grande cambiamento. Cosa succederà? E soprattutto… è un cambiamento imminente? Andiamo per ordine.
Il VOR: cos’era e cosa è
I vulcanologi di Catania lo chiamano semplicemente “VOR”, oppure “CVOR”, come un vecchio amico. Ed effettivamente il cratere Voragine accompagna i loro studi da un bel po’ di tempo. Era il 1945 e la II Guerra Mondiale era appena finita quando, ai piedi del cratere Centrale dell’Etna, si aprì un pozzo profondo… una voragine, appunto … che si presentò fin da subito come qualcosa di speciale. L’attività vulcanica fu da subito molto vivace e quel “buco” iniziale, nel giro di pochi anni, sarebbe divenuto una apertura gigantesca. Per ottant’anni la Voragine ha vissuto all’ombra del cratere di Nord Est, eruttando raramente ma molto rumorosamente quando capitava. Poi, nell’estate del 2024, una serie di eruzioni spettacolari con fontane e boati hanno permesso a questo cratere di superare in altezza tutti.
Oggi la Voragine è di fatto la cima principale del vulcano e alterna ancora periodi di quiete con periodi di parossismi violenti. Negli ultimi giorni, una notevole linea di frattura ha cominciato a segnare la parete est del cratere. La spaccatura corre orizzontalmente e verticalmente tagliando una “fetta” di terreno che pare proprio pronto a collassare! Tuttavia, la struttura resiste e non sembra attualmente intenzionata a dare spettacolo. Alla base della Voragine, nel giugno 2026, si è aperta una piccola bocca eruttiva che sta espellendo magma molto denso e lento senza particolare degassazione. Inizialmente sembrava distaccata, ma oggi sappiamo che qualche collegamento c’è.
La nuova eruzione
Il 25 giugno 2026 l’Etna è tornato al centro dell’attenzione per una nuova fase eruttiva. Come descritto dall’ANSA e da molti altri organi di stampa in questi giorni, la fase iniziata nella seconda metà di giugno è stata caratterizzata soprattutto da un’attività effusiva: una bocca eruttiva posta intorno ai 3030 metri di quota ha alimentato una colata lavica che si è suddivisa in due principali rami, con il fronte più avanzato arrivato a circa 2800 metri sul livello del mare. A parte la “colatina” però non ci sono altri fenomeni preoccupanti. Infatti il sito è stato già perlustrato dalle guide e dagli uomini della Forestale, che hanno potuto visionare la lava da vicino.
Lo spettacolo dell’Etna in eruzione ha attirato l’interesse di residenti, studiosi e visitatori, offrendo immagini suggestive sebbene dietro il fascino del fenomeno naturale rimane importante mantenere la prudenza e il controllo. Soprattutto per via della frattura che sta interessanto la Voragine e che non si sa ancora come evolverà. Le autorità hanno continuato il monitoraggio attraverso strumenti sismici, satellitari e osservazioni dirette, fondamentali per valutare eventuali rischi per le aree circostanti.
PHOTO GIOVINSKYFrattura alla Voragine: bisogna aver paura?
Il vulcanologo Boris Behncke, sui suoi social ha commentato così l’evento in atto: “Questa colata è figlia della Voragine, non del solito Cratere di Sud-Est, ma nemmeno del Nord-Est alla cui base orientale sta uscendo. Sta emergendo dalla parte terminale della frattura che nei giorni precedenti si è sviluppata partendo dal ‘pit’ della Voragine, quella bocca apertasi il mattino del 27 dicembre 2025 in concomitanza con il primo parossismo del Nord-Est di quel giorno”. Aggiunge anche: “Notiamo bene che non sta, allo stato attuale, producendo quantità significative di cenere (stanno continuando le modeste emissioni di cenere dalla bocca, il cosidetto “pit”, sull’alto fianco orientale del cratere Voragine). Quindi abbiamo qui un’attività tutto sommato simpatica, anche se, nella mia opinione molto personale, è un po’ troppo ‘déjà vu’ “.
Secondo il dottor Behncke è prematuro parlare di allarmi e di paure. Attività simili si sono spesso risolte in un nulla di fatto, magari domani si ferma tutto e torna il silenzio. Come potrebbe, invece, esplodere un vero parossismo, di quelli “stile Voragine” con i boati che si sentono ovunque e le fontane altissime. Ma se, come e quando non si può prevedere. Al momento gli esperti stanno consultando i computer e registrando i dati, come il tremore vulcanico, che si mantiene “abbastanza alto”, ma non ancora in allerta rossa. Se anche un parossismo violento causasse il crollo del cratere, e un flusso piroclastico, probabilmente tutto avverrebbe verso l’interno stesso della bocca. E se, invece, crollasse verso l’esterno si tratta comunque di quote altissime, lontane dai centri abitati e dalle zone turistiche.
Sempre con le guide
Data la situazione, se vi recate sull’Etna in queste settimane informatevi prima con l’INGV di Catania sulle condizioni e assumete sempre una guida esperta del posto. Seguire una guida durante un’escursione su un vulcano in eruzione è un’esperienza affascinante, ma richiede attenzione, rispetto delle regole e consapevolezza dei rischi.
Le guide vulcanologiche e ambientali conoscono il territorio, osservano i cambiamenti del vulcano e hanno la preparazione necessaria per accompagnare i visitatori in sicurezza. Per questo motivo è fondamentale ascoltare sempre le loro indicazioni e non allontanarsi mai dal gruppo. Prima della salita, la guida fornisce informazioni sul percorso, sulle condizioni del vulcano e sulle norme da seguire. Su un vulcano come l’Etna specialmente l’ambiente può cambiare rapidamente: possono verificarsi emissioni di gas, cadute di materiali vulcanici o variazioni delle condizioni meteorologiche. La guida controlla continuamente questi aspetti e può decidere di modificare il percorso o interrompere l’escursione se necessario. Seguire queste decisioni è essenziale per proteggere la propria sicurezza e quella degli altri partecipanti. È inoltre importante non raccogliere rocce o avvicinarsi a zone vietate, crateri o fessure nel terreno. Anche se alcune aree sembrano tranquille, possono nascondere temperature elevate o gas pericolosi. Una visita guidata permette di osservare il vulcano in modo responsabile, imparando a conoscere la sua storia, la sua attività e il suo ruolo nell’ambiente.
Non dimenticate di seguire attentamente anche determinate regole di vestiario e organizzazione. È importante indossare abbigliamento adeguato, come scarpe resistenti, casco quando richiesto, mascherina o protezioni per la polvere vulcanica e vestiti adatti alle temperature variabili. Durante il cammino bisogna procedere con calma, mantenere le distanze indicate e rispettare i limiti stabiliti dagli esperti. Se siete pronti ad affrontare l’Etna e i suoi crateri con spirito saggio e collaborativo… vi divertirete! (LE FOTO SONO DI G.MUSUMECI E GIOVINSKY AETNENSIS)