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C’era una volta Morgantina. E c’è ancora, dopo venti secoli, sempre là … sul pianoro nel cuore della Sicilia rurale dove oggi i turisti si aggirano, affascinati, tra le sue rovine. Pietre rosse diroccate, resti di pavimenti, di colonne e, a sorpresa, conchiglie scintillanti che occhieggiano da ogni mattone! Sì, perché il centro della Sicilia non è altro che un fondale marino spinto in superficie da milioni di terremoti antichi… e i fossili che ha trascinato con sé, nell’ XI secolo avanti Cristo divennero mattoni da costruzione per la città di Morgete. Una gita alla scoperta di questa “città delle conchiglie” non può mancare nel vostro itinerario in Sicilia.

La città di Morgete

I Morgeti erano una popolazione proveniente dall’Italia meridionale che, attraversando lo stretto siciliano, aveva esplorato l’entroterra dell’isola con la guida del re Morgete. Durante la loro avanzata, i nuovi arrivati respinsero gli “indigeni” Sicani verso ovest e presero possesso delle loro terre, nei luoghi oggi compresi tra Enna e Aidone.

Era il 1100 avanti Cristo e la città di Morgete fu edificata proprio in quel periodo; sarà abbandonata dieci secoli più tardi, dopo alterne glorie tra le tirannie gelesi, siracusane, le lotte servili e le nuove conquiste romane. Proprio durante il dominio romano, nel I secolo dopo Cristo, la città venne gradualmente oppressa dalle continue rivolte degli schiavi che la rendevano insicura. Da qui la fuga della popolazione.

Le prime tracce di Morgantina, ormai dimenticata, emersero nel XIX secolo ma soltanto nel 1955 – durante gli studi archeologici della Università di Princeton – si iniziò davvero a scavare per riportarla alla luce.

Visitare Morgantina …

La mappa di Morgantina è molto estesa e se ne ha una prima efficace impressione ammirandola dall’alto del terrapieno in cui venne scavato il teatro. I settori del tour di questa incredibile città sono: l’agorà, la collina a est, la contrada San Francesco, la contrada Drago, San Francesco Bisconti e Santuario, il Santuario Nord, la collina a ovest, la Necropoli, la collina Papa, la Casa di Eupolemo, contrada Agnese, terme nord, porta ovest. Un percorso impegnativo che non si può quasi mai completare. Ecco allora quali sono le cose più belle da scoprire, tra tante.

  • L’agorà – certamente la parte meglio conservata del sito. Una grande piazza che sorge al centro dei tracciati di strade ancora ben evidenti e sulla quale si affacciano le rovine di un ginnasio, di una fontana monumentale, diverse botteghe; una scalinata conduce alla parte bassa della piazza dove sorgeva il luogo delle assemblee (ekklesiasterion).
  • Il teatro – a forma di ferro di cavallo, risale probabilmente al III secolo avanti Cristo e su uno dei gradoni si può ancora oggi leggere, incisa, la dedica a Diòniso. L’acustica è ancora oggi eccezionale!
  • Il santuario – dedicato a Demetra e Kore, comprende una vasca per le offerte, un recinto sacro, un granaio, una fornace e l’edificio del giudizio che ospitava il “sacro fuoco” o prytaneion.
  • I quartieri – si tratta di resti di case e ville che conservano ancora splendidi mosaici, piscine e muri perimetrali; alcune case sono state attribuite grazie a simboli ben precisi (la casa del Magistrato, la casa del Palmento, la casa dei Capitelli,la casa delle Monete d’Oro…)
  • La collina – in cima al terrapieno che domina la città sono stati trovati resti di edifici sacri e tombe a camera, che fanno ipotizzare a un’area sacra della vecchia città.

Infine… lo spettacolo tutto naturale che si gode dal viale principale di Morgantina, nei giorni limpidi, è la mole dell’ Etna che si staglia, possente, sullo sfondo del cielo blu, a oriente!

Un percorso museale

Morgantina fa parte di un percorso museale diffuso. Con un unico biglietto si possono visitare questo sito, il museo archeologico di Aidone (dove è conservata la famosa e gigantesca “dea di Morgantina” ) e i mosaici romani di Piazza Armerina. Con un breve spostamento dal sito (circa 40 minuti) si raggiunge facilmente anche Enna.  —-LE FOTO SONO DI G MUSUMECI


Author: Grazia Musumeci


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