Prosegue l’eruzione a bassa quota iniziata la notte del 1 gennaio 2026, da una frattura apertasi intorno ai 2000 metri – in Valle del Bove. La spaccatura si è verificata ai piedi di Monte Simone, un antico cratere spento, e ha riversato diversi fiumi di lava alcuni dei quali hanno imboccato una ripida discesa verso est. Nelle prossime ore vedrete moltissime foto, video, e titoli di giornali che alimenteranno lo scalpore e la paura … ma evitate di cadere nelle trappole delle fake news e della Intelligenza Artificiale usata male.
I consigli dei vulcanologi
Scrive il vulcanologo dott. Boris Behncke sui suoi social: questa frattura sta alimentando una colata lavica molto spettacolare, che vista dal basso versante orientale dell’Etna sembra incredibilmente bassa e vicina ai paesi (che sarebbero Milo e Fornazzo). Per ora fortunatamente non è così, dal fronte più avanzato mancano circa 5 km a Fornazzo e 5.5 km a Milo, distanze non così facilmente superabili una volta una colata di lava ha già fatto un po’ di strada a monte.
Infatti il fianco est dell’Etna è costellato di canaloni e colline, antichi crateri e dirupi. La lava avanza lentamente, rotolando sasso dopo sasso, ed è difficile che riesca a superare ostacoli naturali così alti e impervi. L’eruzione dovrebbe andare avanti per mesi perchè ciò avvenga e non è detto che succeda.
I vulcanologi consigliano inoltre di affidarsi alle guide esperte per avvicinarsi al fronte lavico. Sia per il terreno – come già detto – impervio sia perchè le condizioni invernali (neve, venti freddi, ghiaccio) possono causare decine di incidenti pericolosi. Non ultimo, il contatto tra lava e ghiaccio può generare esplosioni con lancio di brandelli anche a decine di metri di distanza. EVITATE DI FARE GLI EROI.
Diffidate dalla furia “fake” dei social
In un tempo in cui con pochi clic si porta l’intelligenza artificiale a creare video verosimili, saranno moltissimi i post dei social che tenderanno a trarre in inganno i turisti. Per qualche migliaio di “followers” in più, che portano con sé pubblicità e denaro, gente senza scrupoli e gente stupida faranno a gara per creare notizie allarmistiche. Non fidatevi troppo nemmeno dei media, che per fare “audience” mirano a esagerare i titoli delle notizie.
Se siete preoccupati per questa eruzione laterale, avete soltanto tre modi sicuri per informarvi correttamente e senza panico: parlare con la gente che vive ai piedi del vulcano e vede con i propri occhi la situazione – quindi se avete amici o familiari in zona, chiedete a loro di verificare le notizie; seguire i siti e i social ufficiali dello INGV, l’istituto di vulcanologia nazionale, che a Catania ha una sede efficientissima e sempre aggiornata – se non la conferma lo INGV allora la notizia non è vera; contattate le guide autorizzate dell’Etna – sono professionisti che conoscono il territorio e possono realizzare foto e video autentici, recandosi effettivamente sul fronte dell’eruzione.
La gente dell’Etna è pazza
Sui social e in TV leggerete sempre più spesso frasi come queste, soprattutto se l’eruzione dovesse arrivare a minacciare strade e case. A queste espressioni di ignoranza rispondete per le rime. E cioè:
- da secoli l’uomo vive ai piedi dei vulcani e ne sfrutta gli enormi vantaggi, tollerandone gli svantaggi
- tre quarti del vulcano Etna è occupato dal Parco Regionale (dove non si può costruire) e da una enorme valle deserta (dove nessuno vive) quindi i centri abitati sono costruiti consapevolmente e decentemente lontani dalle fonti di pericolo
- le eruzioni laterali sono eventi che non si possono prevedere e che possono portare a condizioni di pericolo; ma sono anche eventi rari, che non condizionano la vita normale degli abitanti. In poche parole, è più “folle” vivere sulle sponde di un fiume (che esonda ogni anno) o ai piedi di una parete dolomitica (dove ci sono valanghe ogni anno) che ai piedi di un vulcano che, se va male, minaccia la tua casa una volta ogni 30 anni! (FOTO G.MUSUMECI)